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Bonaccini, “quattro cose dovremo fare per vincere”

Meloni, Trump, dazi, Salvini, campo largo, sicurezza.
Stefano Bonaccini spazia a 360° sul palco della Festa dell’Unità e della Valverde davanti al suo pubblico che riempie l’ampio spazio di via del Marmo.

Ne ha per tutti, per il centro destra, per Vannacci ma non ne risparmia nemmeno al PD quando sferza una parte del partito a non aver paura di parlare di politiche repressive in tema di sicurezza e incalza il centro destra: ” Fanno ogni tre mesi decreti sicurezza, che già farne uno ogni tre mesi vuol dire che non c’è sicurezza”

“Io dico al mio partito di non aver paura della parola repressione perché in una democrazia come dice Franco Gabrielli, già capo della polizia che spero farà parte di questo nuovo centro-sinistra per le sue qualità lui dice un sistema democratico deve avere una parte anche repressiva che per me significa che chi sbaglia deve pagare, punto, perché se affermiamo che chi sbaglia deve pagare per quanto commisurato al tipo di reato viene a cadere il colore della pelle, la lingua che parla”.

STEFANO BONACCINI SUL PALCO DELLA FESTA DELLA VALVEDE – UN ESTRATTO DELL’INTERVENTO

QUI IL DISCORSO INTEGRALE SUL CANALE YOUTUBE DEL PD BRESCIA

“LE 4 COSE DA FARE PER VINCERE LE ELEZIONI”

“Cos’è che ci può far vincere le elezioni? Secondo me ci può far vincere le elezioni dire agli italiani che non siamo perfetti, che se andremo a governare qualche errore lo faremo di sicuro, che non propendiamo il paradiso ma che noi siamo certi di garantire per cinque anni un paese e lo renderemo un po’ più giusto di questo dove sono sempre più ricchi ricchi ma sono sempre meno e sono sempre più poveri poveri e sono sempre di più ogni giorno”.

“Bisogna che troviamo però tre quattro cose non di più, per me sono lavoro e redditi, i redditi oggi è il problema più drammatico che abbiamo, lavoro e redditi, difesa e rilancio scuola sanità pubblica, l’ambiente per le ragioni che ho detto prima e poi il tema sicurezza”.

“Io credo – ha proseguito Bonaccini dal palco della festa – che noi colpevolmente abbiamo lasciato il tema della sicurezza in mano alla destra in tutti questi anni. Quando dico questa cosa persone amiche del mio partito che stimo mi dicono ah ma usi un argomento di destra, io dico ma state scherzando perché la sicurezza è un argomento di destra, non è di destra è di sinistra”.

“Anzi l’ha ribalto come dice Walter Veltroni se una comunità non è sicura non è libera, se una donna o una ragazza non può girare nel parco di botticino allora che le pare perché ha paura di essere aggredita non è una comunità libera, è vero o no?

E quindi noi dobbiamo dirci che bisogna senza promettere il ben godi garantire più sicurezza e anzi dico che la sinistra se ne deve occupare perché solitamente in una comunità che non è sicura chi è più a rischio e rischia di pagarla di più, sono le categorie più fragili, più deboli, non quelli più forti o più ricchi, dai è matematico, loro anche su questo hanno fallito, non doveva partire più nessuno, gli sbarchi periodo su periodo sono uguali, col piano Mattei le coste erano tutte sicure ma quando uno scappa dalla fame a disperazione della guerra se ne va”.

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