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Brescia non meritava di entrare in fascia rossa. I parametri non ci classificano in questa fascia.
Ma c’è chi non ha voluto una Regione divisa in due. Speranza o Fontana?
E la Lombardia, nel suo complesso, vista la situazione di Milano e aerea metropolitana, le province di Monza Brianza e Varese non poteva che essere classificata nella fascia della chiusura più totale.

L’ordinanza è si firmata dal Ministro Speranza in co-decisione con il Presidente delle Regioni interessate.
E per la Lombardia l’unica chance di non mettere tutta la Regione nel massimo stop era riconoscere i dati senz’altro meno preoccupanti di Brescia, Bergamo, Mantova, Lodi, Cremona che avrebbero potuto essere classificate in “fascia arancione” o “fascia gialla”.
Un’opzione per la quale si erano spesi anche Paolo Fontana -coordinatore cittadino di Forza Italia -, Viviana Beccalossi -presidente del gruppo misto in Consiglio regionale – e Floriano Massardi, consigliere regionale nelle file della Lega.

Ma un’opzione prevista dal Dpcm che è necessario iniziare a perseguire da subito per riconoscere alla nostra provincia gli sforzi fatti fino ad oggi nel rispetto delle norme anti-Covid e per il prezzo altissimo già pagato fino ad oggi.

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Nella prima ondata dell’epidemia il nostro territorio, con Bergamo, ha pagato il prezzo più alto in termini di vittime e in termini economici.
Le nostre aziende con grandi sforzi e grandi investimenti sono ripartite, in sicurezza, rispettando tutti i protocolli costati migliaia di euro.
Ed oggi, la situazione a Brescia non è una situazione da “fascia rossa”.

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Il Pirlo delle 6

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