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Brescia celebra i 200 anni della Vittoria Alata con un grande programma culturale

Il 2026 segna per Brescia una ricorrenza di valore storico e simbolico straordinario: il bicentenario del ritrovamento della Vittoria Alata, capolavoro identitario della città e punto di origine della storia dei musei civici bresciani. Attorno a questo anniversario prende forma il programma culturale promosso dal Comune di Brescia e da Fondazione Brescia Musei, che intreccia celebrazioni, grandi mostre, nuovi progetti museali ed esperienze diffuse nei Musei Civici, nel Castello di Brescia e al Cinema Nuovo Eden.

Giovedì 5 febbraio 2026, nella Sala Consiglio di Palazzo Loggia a Brescia, è stata presentata la stagione culturale e artistica 2026 dei Musei Civici, del Castello di Brescia e del cinema Nuovo Eden, Istituzioni gestite da Fondazione Brescia Musei in accordo con il Comune di Brescia. Alla presentazione sono intervenuti Laura Castelletti, sindaca di Brescia, Francesca Bazoli, presidente di Fondazione Brescia Musei, e Stefano Karadjov, direttore della Fondazione, che ha illustrato l’ampio e articolato programma di mostre ed eventi di alto profilo in corso di realizzazione per il 2026. Il programma 2026 di Brescia Musei si inserisce in una strategia complessiva dell’ente, orientata alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio cittadino, al rinnovamento e all’aggiornamento dei musei, nonché alla rigenerazione dei percorsi espositivi.

Lo sviluppo del progetto del Teatro romano, che dal 2022 impegna l’Istituzione culturale bresciana, rappresenterà la costante che accompagnerà Fondazione Brescia Musei per tutto il 2026. Nel corso dell’anno, infatti, Fondazione condurrà l’iter che porterà all’individuazione del soggetto progettuale incaricato di realizzare il PFTE (Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica), passaggio fondamentale per il proseguimento dell’intervento emblematico di conservazione e valorizzazione nel sito archeologico di Brixia Parco archeologico di Brescia romana, finalizzato alla realizzazione del nuovo “teatro di pietra” nel parco archeologico di Brescia romana. Il Piano di Fattibilità Tecnico-Economica sarà modulato sulla base delle risultanze degli scavi in corso d’opera, curati dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Brescia e Bergamo, avviati lo scorso 27 ottobre in questa fase fino all’estate e programmati per diversi mesi. Il PFTE svilupperà inoltre gli aspetti architettonici degli spazi destinati allo spettacolo, completerà i percorsi di accessibilità già avviati dal Comune di Brescia e definirà il consolidamento del corpo Nord di Palazzo Maggi Gambara, integrandosi con gli interventi già in corso nell’adiacente corpo Sud, anch’essi a cura del Comune.
Un progetto culturale di grande respiro, reso possibile grazie al sostegno di A2A e a Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura di Brescia, oltre ai donor e ai partner dell’Alleanza per la Cultura di Fondazione Brescia Musei – la membership museale cittadina – e al contributo di mecenati, donatori e sponsor che affiancano l’attività culturale di via Musei. Qualche piccolo disagio nella fruizione sarà compensato, in questo 2026, dalla prospettiva dei futuri spettacoli nel teatro di via Musei e da attività di archeologia pubblica coordinati con la soprintendenza.

LE MOSTRE IN CORSO

Fanno parte integrante del programma 2026 i progetti espositivi inaugurati nel 2025 e tutt’ora in corso. Si ricordano le mostre al Museo di Santa Giulia, GUIDO CREPAX. Sogni, Giochi, Valentina. 1953-2003, a cura di Alberto Fiz e Ilaria Bignotti, (fino al 15 febbraio), Mondi, viaggi, storie… e poi c’è Jacovitti! Le illustrazioni dall’archivio di Editrice La Scuola, a cura di Michela Valotti, con la collaborazione di Anna Piergentili (fino al 15 febbraio) e Material for an exhibition, a cura di Sara Alberani (fino al 22 febbraio); in Pinacoteca Tosio Martinengo, Matthias Stom. Un caravaggesco nelle collezioni lombarde a cura di Gianni Papi, (Pinacoteca Tosio Martinengo, fino al 15 febbraio) e a cui è dedicata una giornata di studi in programma il prossimo 12 febbraio e Pieter Paul Rubens. Ritratto di Giovan Carlo Doria a cavallo, a cura di Gianluca Zanelli e Marie Luce Repetto, Pinacoteca Tosio Martinengo, che sarà prorogata fino al 1 marzo, al Museo del Risorgimento Leonessa d’Italia L’abito di Anita Garibaldi e Elogio della Diversità. Viaggio negli ecosistemi italiani (entrambe fino al 15 febbraio), oltre a Victoria Mater. L’idolo e l’icona. Installazione di Francesco Vezzoli, in programma fino al 12 aprile a Brixia. Parco archeologico di Brescia romana.

IL BICENTENARIO DEL RITROVAMENTO DELLA VITTORIA ALATA

Fulcro della stagione sarà la ricorrenza del Bicentenario della scoperta del deposito bronzeo del Capitolium di Brescia, luogo in cui era custodita la celebre Vittoria Alata. Avviate lo scorso dicembre con l’inaugurazione del progetto Idoli di bronzo, che ha visto l’apertura di due progetti espositivi, uno a Brescia, tutt’ora in corso, dal titolo Victoria Mater. L’idolo e l’icona (Brixia. Parco archeologico di Brescia romana, visitabile fino al 12 aprile 2026) e uno a Firenze, dal titolo Icone di potere e bellezza (Museo Archeologico Nazionale, fino al 9 aprile 2026), le celebrazioni culmineranno il 20 luglio 2026, anniversario del “ritrovamento dei ritrovamenti” per la storia della città. La statua della Vittoria Alata, insieme a sei teste di età imperiale e a centinaia di reperti bronzei, emersi durante gli scavi condotti dai membri dell’Ateneo di Scienze, Lettere e Arti di Brescia fu infatti ritrovata in un’intercapedine dell’antico tempio, dove probabilmente i bronzi erano stati occultati per sottrarli a distruzione. Nel 1826 l’entusiasmo suscitato dalla scoperta fu tale da convincere Luigi Basiletti a mettere su carta il progetto per il Museo della città: comincia così un racconto lungo 200 anni, che dal primo nucleo germinale – il Museo Patrio ospitato nel Capitolium appositamente ricostruito – porta fino ai nostri giorni. Un evento fatidico che sarà ricordato dalla grande mostra di autunno.
Questa ricorrenza rappresenta per Fondazione Brescia Musei un’occasione privilegiata per riportare al centro della propria narrazione il cuore del patrimonio culturale cittadino, articolando un calendario di iniziative dedicate alla sua valorizzazione e al suo racconto. Tra queste spiccano ad aprile l’installazione della Nike metafisica di Francesco Vezzoli, finissage della mostra Victoria Mater. L’idolo e l’icona, e che arricchirà il Viridarium, Parco delle sculture del Museo di Santa Giulia, portando a cinque il numero delle opere lì allestite; e i due progetti espositivi dedicati al capolavoro simbolo della città.

A luglio, inaugurerà l’esposizione La Vittoria di Brescia. 40 fotografi e una eterna bellezza, a cura di Giovanna Calvenzi, che darà ufficialmente il via agli eventi per il festeggiamento del ritrovamento della Vittoria Alata e che raccoglie raccoglie le opere fotografiche di 40 grandi fotografi italiani che si sono cimentati con l’immagine della Vittoria Alata, osservata da mille angolature, reinterpretata e riletta in un omaggio sincero, spontaneo e ammirato, in cui l’arte contemporanea si confronta con l’antico e lo riconosce come fonte di ispirazione. Tra i fotografi esposti Gianni Berengo Gardin, Francesco Cito, Bonomo Faita e Ferdinando Scianna.

Ad ottobre aprirà al pubblico la grande mostra dedicata ai duecento anni delle collezioni civiche bresciane: Noi siamo la forza del passato. 1826-2026: 200 anni, 200 storie, a cura di Roberta D’Adda e Stefano Karadjov, un progetto espositivo che accoglierà 200 storie: di oggetti e di persone, di luoghi e di idee, in un intreccio che ha dato vita ai musei come oggi li conosciamo e a molti, molti altri musei possibili che sono esistiti, che potrebbero esistere, che esisteranno. Il percorso infatti si baserà esclusivamente sulle opere abitualmente custodite nei depositi e sul potere che esse hanno di evocare e rappresentare le aspirazioni, i vanti e le memorie di una comunità intera.

Accanto alle mostre in programma, Fondazione Brescia Musei propone un percorso di avvicinamento per affinare e educare lo sguardo all’archeologia bresciana contemporanea, affrontando le pratiche di scavo, conservazione, restituzione e valorizzazione e comprendere come il passato continui a dialogare con la comunità di oggi: è in quest’ottica che si propone un corso di archeologia, curato da Aurora Raimondi Cominesi, in programma dal 13 marzo al 18 maggio, Il deposito dei bronzi di Brescia: intrecci d’identità. Sei le lezioni che storici dell’arte e archeologi dedicheranno proprio ai 200 anni del ritrovamento della Vittoria Alata e del deposito bronzeo. Il programma si aprirà con un’introduzione sul ritrovamento dei bronzi e sulla nascita di un’archeologia collettiva bresciana, tra passato e presente, per poi approfondire il tema delle Vittorie Alate di Brescia e di Calvatone, analizzandone interpretazioni e riletture nel tempo. Le lezioni proseguiranno esplorando il ruolo dei grandi ritrovamenti archeologici come simboli identitari, il valore dei ritratti imperiali come narrazione corale della vita pubblica e il complesso tema dell’identità femminile attraverso la figura della dama Flavia.

LE ALTRE GRANDI MOSTRE DELLA STAGIONE

La grande fotografia internazionale a Brescia: Bruce Gilden
A marzo, immancabile l’appuntamento con la grande fotografia internazionale: nel 2026 sarà protagonista Bruce Gilden, al quale Fondazione Brescia Musei dedicherà un progetto espositivo inedito e originale, presentato per la prima volta in Italia a Brescia, composto dalla monografica dedicata all’artista – A closer look, al Museo di Santa Giulia – e da una installazione site specific – Grace / Grazia. Bruce Gilden per Raffaello alla Pinacoteca Tosio Martinengo – per rende omaggio alla carriera di uno dei maestri della Street Photography. L’iniziativa, curata da Denis Curti e sviluppata in collaborazione diretta con l’artista, organizzata dalla Fondazione Brescia Musei in collaborazione con Magnum Photos, rappresenta un progetto di respiro internazionale e uno degli appuntamenti più significativi della IX edizione del Brescia Photo Festival (26–29 marzo 2026), promosso da Comune di Brescia e Fondazione Brescia Musei in collaborazione con la Cavallerizza – Centro della fotografia italiana, e prosegue il filone di ricerca sui fotografi contemporanei statunitensi avviato nel 2023 con David LaChapelle e proseguito nel 2025 con Joel Meyerowitz.
Il progetto Grace / Grazia. Bruce Gilden per Raffaello è sostenuto da Strategia Fotografia 2025, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura.

PALCOSCENICI ARCHEOLOGICI: FRANCA GHITTI

Come da tradizione, a giugno, invece, verrà inaugurata una nuova tappa di Palcoscenici Archeologici, il progetto che Fondazione Brescia Musei dedica al dialogo tra il patrimonio storico e archeologico bresciano e alcune delle più significative esperienze dell’arte contemporanea e che prevede l’installazione, site specific, di opere di artisti contemporanei storicizzati all’interno del patrimonio archeologico per valorizzarlo e darne anche una narrazione contemporanea. Il progetto del 2026 sarà la mostra Franca Ghitti, a cura di Fausto Lorenzi e Elena Pontiggia e in collaborazione con la professoressa Maria Luisa Ardizzone, che porterà in città l’alfabeto visivo dell’artista bresciana. L’esposizione vedrà al Museo di Santa Giulia un nucleo di opere altamente rappresentativo della sua produzione, dando vita a un percorso inedito e stratificato, scandito dai grandi paesaggi mentali dell’artista. L’arte di Franca Ghitti (Erbanno 1932 – Brescia 2012) non rappresenta, ma agisce nello spazio, nutrendolo di una densità vitale e simbolica che richiama quelli che l’artista definiva “Altri Alfabeti”: tracce di lingue, saperi e forme dell’esistenza sedimentate nel tempo. Attraverso il suo lavoro, Ghitti ha costruito scandisce una storia delle strutture dell’esperienza umana, a partire da una lettura profonda e sensibile dei valori culturali della sua terra d’origine. In quest’ottica, la mostra prosegue il percorso avviato da Fondazione Brescia Musei e legato alla valorizzazione di affermati artisti bresciani legati al territorio – come fu per lo scultore Giuseppe Bergomi (Giuseppe Bergomi. Sculture 1982/2024, Castello di Brescia, Museo di Santa Giulia) – capaci, attraverso la loro arte, di dar forma a un linguaggio artistico originale, aggiornato alle tendenze dell’epoca, e di ampio respiro.

LA MOSTRA PER IL BICENTENARIO DI GIUSEPPE ZANARDELLI CON ATENEO E UGO DA COMO

È in questa prospettiva, strettamente legata alla valorizzazione del patrimonio identitario della città, grazie al potenziamento del dialogo tra opere, luoghi e narrazioni storiche, che si inserisce la mostra organizzata a Palazzo Tosio insieme al Comune di Brescia e all’Ateneo di Brescia, accademia di scienze, lettere ed arti, con la collaborazione della Fondazione Ugo da Como, in occasione del bicentenario della nascita di Giuseppe Zanardelli, Giuseppe Zanardelli (1826 – 1903). Statista, politico e uomo di cultura, dedicata alla figura dello statista, protagonista della vita politica e culturale dell’Italia post-unitaria, in un dialogo tra dimensione locale e orizzonte nazionale. La mostra sarà accompagnata da un catalogo editato nei tipi di Fondazione Brescia Musei (Skira editore) e da un quaderno – Giuseppe Zanardelli. Itinerari, a cura di Alessandro Bertoli– che ripropone il fortunato format sperimentato nel 2025 a proposito del focus su Arnaldo da Brescia: una guida ai luoghi della città che raccontano il segno tangibile lasciato dallo statista nello spazio urbano.

LE NOVITÀ MUSEALI DEL 2026

Cinque saranno i momenti significativi che, nel corso dell’anno, vedranno le Collezioni arricchirsi di nuovi e importanti ingressi. In primavera due saranno i protagonisti: la matrice medievale del sigillo di Brescia, manufatto di eccezionale valore simbolico e storico, emblema dell’autonomia amministrativa e dell’identità istituzionale della città, che integrerà il percorso dell’Età dei Comuni e delle Signorie del Museo di Santa Giulia, con il riallestimento della vetrina dedicata all’antica Zecca bresciana, a cura di Matteo Ferrari; e la già citata Nike Metafisica di Francesco Vezzoli, acquisita nel 2019 grazie al bando Italian Council, che sarà collocata in modo permanente nel Viridarium del Museo di Santa Giulia, accanto alle altre sculture contemporanee acquisite negli anni da Fondazione Brescia Musei e dal Comune di Brescia, tra le quali Mondo d’acciaio di Emilio Isgrò, Formiamo umanità di Orlando Valerio Rocco, Terzo Paradiso di Michelangelo Pistoletto e Untitled di Ariel Schlesinger. L’opera entra così stabilmente nel percorso espositivo del museo, rafforzando il dialogo tra arte antica e contemporanea in cui si inserisce anche l’installazione Victoria Mater. L’idolo e l’icona. Il momento dell’installazione dell’opera sarà accompagnato da una presentazione pubblica, anche in relazione all’uscita del volume Francesco Vezzoli. Victoria Mater (Umberto Allemandi Editore)
In autunno invece, periodo fulcro dell’operazione di arricchimento delle Collezioni museali, saranno presentati l’allestimento permanente, in Pinacoteca Tosio Martinengo, di due opere di Romanino, Il Buon Samaritano e Marte, Venere e Cupido, in deposito da MITA Centro Culturale di Fondazione Tassara. Al Museo del Risorgimento Leonessa d’Italia sarà esposta una selezione di acquerelli di Giuseppe Nodari, operazione resa possibile dal generoso deposito a lungo termine dell’Associazione AMICHÆ e l’uniforme della Guardia Nazionale di Niccolò Panciera di Zoppola, concessa in comodato dagli eredi, che arricchirà la sezione 5 del museo dal titolo Unità.
Sempre coerentemente con l’attenzione rivolta al patrimonio culturale e identitario della città, anche per il 2026 Fondazione Brescia Musei ribadisce la volontà di rendere le Collezioni permanenti uno spazio vivo e in continua evoluzione, dando visibilità a opere che, attraverso l’esposizione, offrono nuove occasioni di scoperta e contribuiscono a rinnovare il dialogo con il pubblico, favorendo processi di rigenerazione e rilettura. È in quest’ottica che si inserisce il progetto, presentato a gennaio dei Tesori in Loggia, l’itinerario nelle sale di rappresentanza della prestigiosa sede dell’Amministrazione comunale, che consente ai cittadini di scoprire un patrimonio di straordinario valore, provenienti dalle collezioni dei Musei Civici.
Proprio perché il 2026 è fortemente orientato alla valorizzazione e alla diffusione del patrimonio culturale cittadino, nel mese di maggio è prevista la release del front-end online del catalogo digitale dei Musei Civici, strumento strategico per ampliare l’accessibilità e la conoscenza delle Collezioni. Saranno pubblicate le prime 1.000 schede dedicate al patrimonio storico-artistico, consultabili online attraverso il sito di Fondazione Brescia Musei, con immagini, dati tecnico-scientifici, storie collezionistiche e riferimenti bibliografici.

IL PARLATOSIO: LE CONVERSAZIONI DELLA PINACOTECA TOSIO MARTINENGO

Proprio il racconto, inteso come spazio di incontro e confronto, costituisce uno degli assi portanti della programmazione 2026. In questa prospettiva si colloca il ParlaTosio, il nuovo format di Fondazione Brescia Musei inaugurato a gennaio 2026: incontri aperti al pubblico che si tengono in Pinacoteca Tosio Martinengo, dedicati all’approfondimento su mostre e musei, ai protagonisti dell’arte e alla presentazione di libri che diventano occasioni di scambio di esperienza con il pubblico e che confermano il museo quale straordinario attivatore di dialoghi, confronti e condivisione su temi artistici e culturali. La storia sotterranea del Risorgimento attraverso la figura di uno dei protagonisti più longevi e influenti quale fu Filippo Buonarroti – Il lungo filo della cospirazione. Filippo Buonarroti dalle origini del Risorgimento all’Europa rivoluzionaria, ospite Carlo Bazzani, il 26 febbraio; le Meraviglie del Grand Tour, la mostra realizzata al Museo Poldi Pezzoli di Milano in collaborazione con il Metropolitan Museum of Art di New York, raccontata dalla curatrice della mostra e conservatrice del museo milanese Lavinia Galli – in programma il 1 aprile; la presentazione del volume Conoscitori al servizio della tutela. I cataloghi di Giovanni Morelli e Gustavo Frizzoni per il patrimonio artistico dell’Italia unita, a opera di Filippo Piazza, funzionario della Soprintendenza di Brescia, dove Brescia ricopre un ruolo di rilievo – in cartellone il 9 aprile – e il 14 maggio, la presentazione del progetto di ricerca sulla Lipsanoteca, pezzo unico di arte paleocristiana conservato presso il Museo di Santa Giulia, sono solo i primi degli appuntamenti messi in calendario per il 2026.
In quest’ottica si inserisce anche il ricco programma di appuntamenti che animeranno l’anno e pensati per restituire complessità e profondità a figure ed eventi che hanno segnato passaggi storici in cui Brescia è stata protagonista, come, ad esempio, l’incontro dedicato alla memoria delle Dieci Giornate di Brescia, Sacralizzare la patria. Martiri, spazi urbani e memoria delle Dieci Giornate di Brescia, a cura dello storico Carlo Bazzani, evento che ha contribuito in modo determinante alla costruzione di una coscienza condivisa, inscritta nel tessuto della città e destinata a perdurare nel tempo.

LE ESPERIENZE MUSEALI: IL MUSEO PER TUTTI

Accanto alla programmazione espositiva, resta centrale l’impegno di Fondazione Brescia Musei nel proporre esperienze dedicate ai diversi pubblici dei musei, concepiti come luoghi di scoperta, studio, gioco, benessere e incontro. Alle oltre cento proposte del programma Museo e scuola, rivolto alle classi di ogni ordine e grado di Brescia e provincia e agli amati Educational camp che verranno proposti anche per tutto il 2026 in occasione di ogni sospensione scolastica, si affianca il palinsesto di Museo per Tutti, che raccoglie le iniziative di public engagement promuovendo esperienze di visita inclusive e accessibili.
Due le novità che si distinguono nel ricco palinsesto proposto: L’aroma nell’arte, un viaggio olfattivo curato insieme al profumiere Antonio Gardoni per Bogue-profumo, unico nel suo genere nel panorama museale e che vede protagonista la Pinacoteca Tosio Martinengo, realizzato grazie a BTL Banca del Territorio Lombardo e l’innovativo ciclo di cinque incontri, Le cinque porte. Nuove esperienze in museo, basati su esperienze sensoriali che permettono di approcciare il patrimonio in maniera più intima e personale.

IL CINEMA NUOVO EDEN: LA SETTIMA ARTE IN DIALOGO CON I MUSEI CIVICI

Infine, anche il cinema Nuovo Eden conferma per il 2026 un ricco calendario di attività – e qualche novità – con L’Eden per tutti, pensato per rispondere a bisogni e interessi differenti e per consolidare una comunità di spettatrici e spettatori sempre più ampia. Si conferma l’attesa stagione estiva che, da giugno a settembre, anima il Parco del Viridarium del Museo di Santa Giulia – con il cinema sotto le stelle de L’Eden d’estate. Ad accompagnare le proiezioni, nel Viridarium- – Parco delle sculture contemporanee Stasera? Museo! Food & drinks, il servizio di ristorazione che valorizza lo straordinario dehor all’aperto, immerso tra reperti di archeologia classica e opere d’arte contemporanea. Inoltre, dopo il debutto bresciano dello scorso anno, La Nueva Ola – Festival del Cinema Spagnolo e Latinoamericano torna inoltre a settembre al cinema Nuovo Eden con una selezione di titoli che raccontano il meglio del cinema spagnolo contemporaneo, rappresentando modelli produttivi diversi ma legati da un filo comune: qualità e libertà espressiva al servizio del racconto cinematografico.
La Nueva Ola è ideato, prodotto e organizzato da Fondazione Brescia Musei in collaborazione con Exit Media Distribuzione con il sostegno di Ambasciata di Spagna in Italia, Comune di Brescia, Europa Cinemas, Acción Cultural Española, Instituto Cervantes, Ministero della Cultura.

IL CASTELLO DI BRESCIA: IL TEATRO DELL’ANIMAZIONE ESTIVA

Fondazione Brescia Musei conferma anche per il 2026 il proprio impegno a fare del Castello di Brescia un luogo di riferimento vivo e riconoscibile per la città, valorizzandone il ruolo strategico grazie al traino dei musei ospitati all’interno delle mura della fortezza, il Museo delle Armi Luigi Marzoli e il Museo del Risorgimento Leonessa d’Italia, e mantenendo lo spazio costantemente attivo attraverso un’articolata proposta di eventi capace di dialogare con pubblici diversi. Dopo il grande apprezzamento registrato nelle edizioni precedenti, torna la settima edizione di We Love Castello, di Kitchen Events, con i format più amati – Belvedere 360 – il foodtruck restaurant con menù sempre nuovi e originali, Cage 9 – il locale allestito negli spazi della Fossa Viscontea e Main stage– l’area che ospita festival, concerti e grandi eventi speciali, allestita nel Bastione di San Marco. Alla grande kermesse estiva si affianca Mysteria Light Festival, organizzato in collaborazione con Cieli Vibranti e Scena Urbana, che, dal 4 al 9 novembre, tornerà a illuminare il Castello di Brescia con un suggestivo itinerario tra installazioni video e opere di light art, invitando il pubblico a esplorare i temi del fantastico in uno dei luoghi simbolo della città. Il 2026 sarà anche l’anno in cui verrà completata l’installazione e valorizzazione della nuova segnaletica WAY FINDING con impianti accessibili e tattili, oltre che testuali, sulla Strada del Soccorso (in collaborazione con il FAI – I luoghi del cuore e Intesa Sanpaolo), e sulla restante area del castello a completamento del percorso Cidneo per tutti (che ha visto la collaborazione dell’architetto Ivana Passamani, insieme a Club Lions della Circoscrizione di Brescia, Amici del Cidneo e l’Unione Italiana Ciechi).
La stagione culturale 2026 proposta da Fondazione Brescia Musei racconta con profondità e passione ciò che Brescia è stata e continua a essere: una città che riconosce nella memoria delle proprie radici un motore per il futuro. Il focus sulla Vittoria Alata, a duecento anni dalla sua scoperta, non è solo una celebrazione di un capolavoro simbolo unico nel suo genere, ma un’occasione per rileggere la nostra identità profonda considerando il legame con il nostro vasto e prezioso patrimonio archeologico. Allo stesso modo, il percorso dedicato a Giuseppe Zanardelli ci invita a riscoprire una figura che ha saputo coniugare pensiero, politica e senso delle istituzioni, lasciando un segno duraturo nella storia di Brescia e dell’Italia. Mettere in dialogo questi due grandi riferimenti per Brescia, la Vittoria Alata e Zanardelli, significa ricordare come la memoria non è mai statica, ma vive nel racconto, nella condivisione e nella capacità di parlare al presente. È questo il valore più profondo di una programmazione che mette al centro i musei come luoghi di incontro, di consapevolezza e di futuro condiviso.
Laura Castelletti, Sindaca di Brescia.

Il programma 2026 di Fondazione Brescia Musei si fonda sul principio dell’innovazione nella continuità. La continuità si manifesta innanzitutto nel progetto di rifunzionalizzazione del Teatro Romano, che nel 2026 conoscerà un ulteriore e decisivo impulso. Avviato dalla Fondazione a partire dal 2022, il progetto ha saputo generare una significativa convergenza di intenti tra le principali istituzioni bresciane — dalla Soprintendenza al Comune di Brescia, fino a Fondazione Cariplo, tramite Fondazione della Comunità Bresciana — con l’obiettivo condiviso del recupero definitivo di quel compendio straordinario che è il Teatro Romano.
L’innovazione si esprime invece nella capacità di rileggere e raccontare il patrimonio culturale in forme nuove e partecipate. In occasione delle celebrazioni per il bicentenario dei ritrovamenti dei bronzi archeologici, a partire dalla Vittoria Alata, e della nascita dell’archeologia cittadina avvenuta duecento anni fa, Fondazione Brescia Musei intende proporre una narrazione inedita del valore del patrimonio culturale, inscrivendolo nel grande racconto di questi due secoli che coincidono con la storia stessa dei prestigiosi musei oggi gestiti dalla Fondazione secondo i principi ispiratori della Convenzione di Faro.

Un programma fatto di grandi eventi, ma anche di una quotidiana e paziente ricucitura dei legami profondi che la comunità della civitas bresciana intrattiene con la propria storia e la propria cultura. Un ruolo che la Fondazione ha costantemente interpretato negli anni, facendosi “tedoforo” simbolica di un fuoco che illumina e riscalda la città di Brescia nel suo percorso di trasformazione in città della cultura, di cui siamo stati e continueremo a essere parte rilevante.
Francesca Bazoli, presidente Fondazione Brescia Musei
L’anno 2026 propone grandi eventi e cura del patrimonio, sotto l’egida della Vittoria Alata e del Teatro romano. Un grande palinsesto dedicato al Bicentenario del ritrovamento dei bronzi e al duecentenario dei musei bresciani con due mostre e decine di eventi. Le due grandi mostre originali del progetto Bruce Gilden, la grande fotografia che svela le contraddizioni e le inquietudini degli USA. La ripresa di Palcoscenici Archeologici con Franca Ghitti site specific al Museo di Santa Giulia. Cinema all’aperto tutta l’estate, Castello e cinema Nuovo Eden tutto l’anno. Decine di eventi culturali già calendarizzati per la continua animazione della città. A impastare il tutto, il 2026 è l’anno del nuovo Teatro romano di Brescia che Fondazione seguirà e alimenterà in un gioco di asola e bottone, affinché lo spirito dello statuto di Brescia Musei sia ribadito non solo in quanto animatore consolidato della proposta scientifico-culturale dei musei bresciani ma anche come primo artefice dell’arricchimento e ringiovanimento del patrimonio civico.

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