L’ondata di caldo africano fa scattare l’allerta anche nelle campagne bresciane. Con temperature in costante aumento e un forte disagio da calore previsto nei prossimi giorni in tutta la Lombardia, gli allevatori stanno correndo ai ripari per proteggere gli animali dagli effetti dell’afa.
Negli allevamenti sono entrati in funzione ventilatori, nebulizzatori e sistemi di raffrescamento per contrastare le alte temperature. Particolare attenzione è rivolta alle vacche da latte, che iniziano a soffrire quando il termometro supera i 24 gradi: mangiano meno, bevono di più e la produzione di latte diminuisce.
NUOVO REGIME ALIMENTARE: PIU’ LEGGERO
Per limitare gli effetti del caldo, gli allevatori stanno anche modificando l’alimentazione degli animali con razioni più leggere e integrate con sali minerali e potassio. Misure che comportano però un aumento dei costi per consumi energetici e utilizzo di acqua.
La preoccupazione non riguarda soltanto gli allevamenti. A pesare è anche la situazione delle riserve idriche, inferiori del 26% rispetto alla media stagionale, mentre il livello del fiume Po continua a scendere.
Secondo Coldiretti Lombardia, le criticità maggiori si registrano nelle aree che dipendono direttamente dall’acqua del Po per l’irrigazione, con mais e pomodoro tra le colture più esposte. Anche in altre zone della regione le coltivazioni iniziano a mostrare segnali di sofferenza nonostante le irrigazioni a pieno regime.
TENDENZA A TROPICALIZZAZIONE DEL CLIMA
Il quadro conferma una tendenza sempre più evidente alla tropicalizzazione del clima, con estati caratterizzate da lunghi periodi di caldo estremo alternati a eventi meteorologici intensi. Per Coldiretti servono interventi strutturali per aumentare la capacità di accumulo dell’acqua nei periodi piovosi e garantire risorse sufficienti durante le emergenze estive.
