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Caso Salis, processo chiuso in Ungheria: archiviazione definitiva

La vicenda giudiziaria di Ilaria Salis si chiude definitivamente. Il tribunale di Budapest ha disposto l’archiviazione del processo a carico dell’eurodeputata italiana, mettendo la parola fine a uno dei casi più discussi degli ultimi mesi tra Italia e Ungheria.

La conferma è arrivata dalla stessa Salis, che ha riferito di aver ricevuto la comunicazione ufficiale dai giudici ungheresi a margine di un convegno sulle elezioni in corso nel Paese.

LE ACCUSE

L’attivista era finita sotto processo con l’accusa di lesioni aggravate nei confronti di alcuni militanti di estrema destra durante il cosiddetto “Giorno dell’Onore” del 2023, evento che ogni anno richiama gruppi radicali nella capitale ungherese.

Un procedimento che aveva acceso un duro scontro politico e diplomatico, con l’Italia che aveva più volte sollevato il tema delle condizioni di detenzione e delle garanzie processuali.

LA SVOLTA

L’elezione al Parlamento europeo, avvenuta lo scorso giugno, aveva già cambiato gli equilibri della vicenda. Con l’ingresso a Strasburgo, Salis aveva ottenuto l’immunità parlamentare, elemento che ha inciso in modo determinante sull’esito del caso.

Ora la decisione dei giudici ungheresi chiude definitivamente il procedimento, ponendo fine a una lunga battaglia giudiziaria e politica che aveva superato i confini nazionali.

Per l’eurodeputata si tratta di un passaggio che segna la conclusione di una fase complessa, mentre sul piano politico resta aperto il dibattito sui diritti e sulle tutele dei cittadini europei all’estero.

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