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Castelletti, “ai giovani servono servizi, strutture, educatori”

Controllo del territorio, repressione ma, parallelamente, educazione.

A due mesi esatti dal voto, Laura Castelletti, candidata Sindaca per il centro sinistra, ha tracciato alcune linee guida del suo programma per i giovani, intesi come ragazzi under 25. E parlando di giovani, il discorso si intreccia con quello della sicurezza, delle baby gang, delle risse in alcuni quartieri della città, primo su tutti quello della Stazione.

Ma giovani non fa evidentemente rima con violenza o criminalità. Due temi ben distinti che, appunto, in alcuni contesti, si intrecciano.

“La pandemia – ha detto Castelletti – ci ha lasciato in eredità un mondo giovanile in grande sofferenza. Da un lato questo malessere si esprime in rabbia, aggressività e il bullismo, dall’altro in ansia e fenomeni depressivi.
Per quanto riguarda il bullismo o le bande giovanili, la repressione e l’inasprimento dei controlli sono talvolta necessari, ma non possono certo essere l’unica chiave di lettura“.

Inasprimento che già c’è stato in alcune zone della città, in Stazione, ad esempio, ma -ha sottolineato la candidata sindaca- ho chiesto che nel Comitato per l’ordine e la sicurezza accanto alle Forze dell’ordine siedano anche chi chi occupa di scuola, di cooperative, di giovani con i loro servizi”.

L’INTERVISTA

SICUREZZA CON FORZE DELL’ORDINE ED EDUCATORI

“Per mettere in campo – ha spiegato la candidata sindaco – interventi efficaci dobbiamo innanzitutto partire da una fotografia della situazione giovanile a Brescia. La sperimentazione fatta i mesi scorsi nella zona est, a San Polo e Sanpolino, – un tavolo al quale intervengono i servizi sociali di zona, la polizia locale, i vigili, le forze dell’ordine, le scuole, gli oratori e tutte le altre istituzioni educative che si occupano del tema giovani – deve essere estesa a tutti i quartieri della città. Si tratta di un Hub di ambito che si sta costituendo attraverso il progetto Brescia città dei giovani, un osservatorio permanente sulla condizione giovanile grazie al contributo diretto dei giovani stessi, per monitorare gli interventi attivi e capire quali sono le aree più critiche dove è necessario intervenire.

UN GIOVANE SU 2 SOFFRE DI ANSIA E DEPRESSIONE

“I numeri ci dicono – aggiunge Laura Castelletti nel raccontare il programma per gli under 25 – che un giovane bresciano su due soffre di ansia e sintomi depressivi e che, da un lato, gli sportelli psicologo attivi nelle scuole sono sovraffollati e non riescono a rispondere a tutte le richieste di aiuto e, dall’altro, l’accesso al bonus psicologo è macchinoso e non copre la spesa.” Voglio potenziare gli sportelli nelle scuole, ma penso anche ai punti di comunità, dove oggi l’attenzione è rivolta soprattutto alla fascia degli anziani e dei disabili, che dovrebbero essere dotati di team con psicologi ed educatori per creare uno spazio dove il ragazzo in difficoltà può rivolgersi in prima battuta. 

NEUROPSICHIATRIA INFANTILE, SERVIZIO DA POTENZIARE

“Credo – prosegue Castelletti – che un’altra urgenza sia dialogare con l’Asst per allargare il servizio di neuropsichiatria infantile: esiste un solo servizio territoriale che non riesce a far fronte alle numerosissime richieste, sarebbe importante ampliarlo, soprattutto nei quartieri”. 

LE IDEE PER I GIOVANI NEL PROGRAMMA DEL CENTRO SINISTRA

A livello pratico le idee di Laura Castelletti e del centro sinistra bresciano per confermare Brescia “Città dei Giovani” e per i Giovani si traducono nell’animazione dei principali parchi e delle piazze della città, in centro e nei quartieri attraverso bandi rivolti ad associazioni sportive e culturali, con esperienze di cittadinanza attiva concrete e formative, come viaggi nelle città europee o gemellate, nell’idea di una scuola di mobilitazione politica, come quella realizzata in Veneto, con l’obiettivo di creare una piattaforma di giovani attivisti e attiviste che condividano idee per la città, proposte e una nuova definizione di partecipazione politica.

Laura Castelletti pensa anche “all’individuazione di poli di Street Art, sull’esempio di tante città italiane ed europee, un percorso già iniziato a Sanpolino, alla rigenerazione di uno spazio cittadino da trasformare in un polo di produzione culturale, progetto al quale l’amministrazione -dice- sta già lavorando. Un modo per rigenerare sì gli spazi dei quartieri, ma anche una modalità creativa di vivere una dimensione di cittadinanza attiva”.

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