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Confagricoltura Brescia, 110 anni di storia tra identità e nuove sfide

Centodieci anni di storia sulle spalle e lo sguardo puntato dritto al futuro.
L’assemblea annuale di Confagricoltura Brescia, in programma venerdì 27 febbraio al Brixia Forum, non sarà soltanto un momento di confronto tra imprenditori agricoli e istituzioni: sarà soprattutto l’occasione per celebrare un secolo e oltre di rappresentanza, innovazione e radicamento territoriale.

Fondata nel 1916, l’Unione provinciale agricoltori ha attraversato guerre, crisi economiche, rivoluzioni tecnologiche e trasformazioni profonde dei mercati, mantenendo una linea chiara: difendere il valore del lavoro nei campi e rafforzare competitività e redditività delle imprese agricole bresciane.

Un anniversario nel pieno delle incertezze globali

L’edizione 2026 si svolge in uno scenario tutt’altro che semplice: instabilità geopolitiche, tensioni commerciali, incertezze sulla Pac, mercati volatili – a partire dal prezzo del latte – e cambiamenti nei consumi, soprattutto nel comparto vitivinicolo. Non a caso, l’assemblea sarà fortemente orientata all’analisi economica e strategica.

Dopo la relazione del presidente Giovanni Garbelli, interverrà il giornalista Dario Fabbri, che offrirà una lettura del quadro geopolitico internazionale e delle sue ripercussioni sull’economia e sull’agricoltura. Seguirà un tavolo di confronto dedicato ai temi più urgenti: crisi del lattiero-caseario, difficoltà del vitivinicolo, agroenergie e costi produttivi.

Tra i partecipanti anche l’assessore regionale all’Agricoltura Alessandro Beduschi. Come da tradizione, sarà conferito il premio “Galantuomo dell’agricoltura”, quest’anno assegnato al presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana. A chiudere i lavori sarà il presidente nazionale di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, anche presidente del Copa-Cogeca.

I numeri: un settore che resiste

Nel 2025 le imprese agricole attive in provincia sono 9.080, pari al 22% del totale lombardo, con una flessione più contenuta rispetto ai dati regionale e nazionale. Gli addetti sono 17.080, in crescita del 2,2% su base annua.

Il lattiero-caseario resta il cuore dell’agricoltura bresciana: oltre 279 mila bovine da latte in 1.086 aziende producono 17,5 milioni di quintali di latte (+1,2%). Un dato produttivo positivo che, però, si confronta con tensioni sui prezzi e margini ridotti.

Nel suinicolo si contano circa 1,14 milioni di capi (30% del patrimonio lombardo), con meno aziende ma allevamenti più strutturati. Nell’avicoltura, il segmento delle carni paga ancora gli effetti dell’aviaria, mentre quello delle uova cresce in modo significativo.

“Mettere gli agricoltori al centro”

«Veniamo da due decenni complessivamente positivi – sottolinea Garbelli –. Oggi siamo in una fase di assestamento: dobbiamo capire dove vogliamo andare».

Il presidente richiama la necessità di una strategia nazionale concreta e di una maggiore integrazione tra agricoltura, trasformazione e distribuzione: «Quando l’economia rallenta emergono le fragilità di una filiera non abbastanza coesa. Servono strumenti finanziari adeguati, manodopera formata e politiche energetiche vicine alle imprese».

Nel celebrare i 110 anni, Confagricoltura Brescia rilancia così una visione che unisce tradizione e innovazione, competitività e sostenibilità

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