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“È la crisi più difficile dal dopoguerra, ha esordito il Premier Conte. Le morti che piangiamo in questi giorni, non sono numeri, sono persone, famiglie. Le misure fino qui adottate richiedono tempo, ma tutti devono rispettare le regole. Ora -ha aggiunto Conte – è il momento di compiere un altro passo.  Il Governo ha deciso di chiudere in tuta Italia ogni attività produttiva non strettamente necessaria, cruciale, indispensabile ai servizi essenziali  per il funzionamento dello Stato.”

Il Premier Conte ha detto di aver stilato con le associazioni di categoria e i sindacati una lista dettagliata dei servizi pubblica utilità per funzionamento dello Stato

Rimarranno aperti -ha precisato il Premer – supermercati, negozi alimentari e prima necessità, nessuna restrizione sui giorni o sugli orari, mantenete la calma, non c’è ragione di fare la corsa agli acquisti o di generare code.

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Rimarranno aperti i servizi bancari, postali, assicurativi, finanziari, trasporti.
Rallentiamo – ha aggiunto Conte – ma non fermiamo il motore produttivo del Paese”

Per tutte le altre aziende che non sono ritenute strettamente necessarie al funzionamento dello Stato sarà consentito solo lo  smart working.

“È una decisione – ha proseguito il Premier – che si rende necessaria oggi per contenere quanto più possibile la diffusione dell’epidemia.  Lo  Stato c’è, è qui, -a ha concluso Conte –  il Governo interverrà con misure straordinarie e aiuterà tutti a ripartire non appena sarà possibile”

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Il Pirlo delle 6

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