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Mentre gli altri sport sperano, temporeggiano, rimandano e a volte litigano, il pragmatico rugby prende per primo la decisione più dolorosa: ci si ferma definitivamente a causa del coronavirus.

La decisione è arrivata in mattinata dopo una video conferenza che non ha lasciato molto spazio ad altre soluzioni. Il rugby si ferma definitivamente senza assegnare il suo scudetto, senza promozioni e retrocessioni. Tutto è congelato.

Come detto una decisione dolorosa e senza precedenti nella storia della palla ovale italiana, ma la federazione ha voluto prenderla nel solco di quelli che sono i valori fondanti dello sport stesso: “tutelare la salute e il futuro dei giocatori di rugby di ogni età e livello del nostro Paese, delle loro famiglie e delle loro comunità, mostrare come il gioco di rugby sia pronto a rispondere eticamente alle condizioni complessive del Paese, duramente sfidato sul piano sanitario ed economico e consentire ai Club di ogni livello di operare in regime di chiarezza rispetto alle attività previste nei prossimi mesi”.

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La ripresa delle attività per la stagione 2020/2021 ovviamente non è stata ancora fissata, ma la federazione ha dichiarato che verrà tutto comunicato più avanti, quando la situazione sarà – si spera – tornata alla normalità.

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Il Pirlo delle 6

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