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La Consulta per l’ambiente cambia idea e sulla Corsa Campestre in programma domenica 7 febbraio al Parco delle Cave esprime parere sfavorevole.
Lo ha fatto attraverso un comunicato stampa nel quale ha smentito di essere stata inizialmente d’accordo e di aver cambiato idea anche se ha dichiarato che “nella riunione del 20 gennaio pur non manifestando aperta contrarietà si era riservata di ascoltare il parere del Comitato tecnico scientifico” Ma nel verbale della riunione il delegato della Consulta aveva votato a favore, l’unica sfavorevole era stata Laura Giuffredi, dei CDQ.
QUI il comunicato stampa nel quale esprime parere contrario

“Il 27 gennaio il Comitato Scientifico – scrive la Consulta per l’Ambiente – ha comunicato il proprio parere al Responsabile del Settore Verde Pubblico e oggi, 3 febbraio si è riunito il Comitato di Gestione durante il quale sulla base delle rilevanti criticità messe in luce dal Comitato Tecnico Scientifico, il rappresentante della Consulta Ambiente ha espresso parere sfavorevole”.

E il parere del Comitato Scientifico, espresso nella riunione del 27 gennaio scorso, lascia spazio a pochi dubbi e interpretazioni. Il CS ha chiesto innanzitutto di “sottoporre richieste di parere inerenti ad iniziative di questo rilievo con un congruo anticipo per consentire al CS di essere nelle condizioni di compiere le dovute indagini per il compimento di una valutazione adeguata” .
Il Comitato Scientifico definisce la manifestazione “molto importante si in termini di rilevanza sportiva, di numero di partecipanti e di potenziale impatto sul Parco”.
Perplessità che anche noi di Èlive avevamo espresso nei giorni scorsi nel nostro articolo in cui, per primi, abbiamo dato notizia della manifestazione.

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Il CS evidenza il delicato periodo di emergenza sanitaria, la chiusura del Parco al pubblico, una “limitazione -scrive il CS – che potrebbe comportare prese di posizione drastiche dell’opinione pubblica, soprattutto in questa fase emergenziale di stress per la popolazione”.
Non da ultimo il CS punta sul danno che il Parco potrebbe subire in quanto la manifestazione corre lungo le zone in cui il “paesaggio vegetale è in rapida evoluzione”. E accende i riflettori sul fatto che “per il numero di atleti rilevante e l’attrezzatura in loro dotazione è da valutare l’impatto del calpestio sul percorso, soprattutto nelle aree recentemente adibite a prato” .

Il Comitato Scientifico rimanda quindi agli organi competenti la necesità di “prevedere adeguate garanzie in merito alla ricostruzione, qualora ve ne fosse la necessità” e propone di utilizzare questa manifestazione come “pilota” per capire se manifestazioni di questo genere possono o non possono essere ospitate in futuro.

La Fidal di Brescia, Federazione Italiana di Atletica Leggera, organizzatrice della manifestazione, dal canto suo ha pubblicato sul proprio sito internet QUI tutti i dettagli e il protocollo sanitario, spiegando come si svolgerà la manifestazione e l’inesistenza di punti di ristoro oltre all’obbligo per gli atleti di lasciare il parco appena terminata la gara .

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Il Pirlo delle 6

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