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Crolla il castello accusatorio nei confronti di un marocchino di Ceto

Le accuse a suo carico sono quasi del tutto crollate. Rispetto alla ricostruzione accusatoria e alla pesante richiesta di pena avanzata dal pm, l’imputato è stato condannato «solo» a quattro mesi per lesioni con pena sospesa. E’ quanto accaduto nelle aule del Pala Giustizia di Brescia dove un uomo di Ceto, di origini marocchine, ha visto ridursi considerevolmente le accuse a suo carico. La parte civile, moglie dell’imputato anch’essa marocchina, ha sostenuto che sarebbe stata vittima dei reati contestati al marito a partire dal 2007. Sulla base di quanto emerso dal processo, la donna aveva tensioni continue con il marito anche perchè, a partire dall’abbigliamento, voleva vivere all’occidentale. La situazione aveva anche portato alla misura del divieto d’avvicinamento nei confronti del coniuge. Misura disposta dal gip e revocata al termine del processo. Nel corso di precedenti udienze la moglie aveva ribadito tutte le accuse al marito. Lui le aveva rigettate. Dal pm era arrivata la richiesta di condanna, mentre la difesa, rappresentata dall’avvocato Enrico Cortesi, aveva chiesto l’assoluzione.

 

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