
“È una legge regolatoria e non di pianificazione. Si rischia l’errore fatto con la logistica o i centri commerciali: non avendo un documento di pianificazione abbiamo fatto tanti di quei centri commerciali che hanno ammazzato tutto il piccolo commercio”.
Emilio Del Bono, vice Presidente del Consiglio Regionale è tranchant sulla legge regionale che si propone di regolamentare i Data Center, votata dal Consiglio lombardo.
NESSUN DIVIETO PER AREE AGRICOLE O PROTETTE. SOLO DISINCENTIVI
Un nodo delicatissimo riguarda le aree sulle quali potranno sorgere i Data Center.
La proposta di legge regionale prevede come priorità il recupero di aree dismesse o degradate, evitando il consumo di suolo agricolo e aree protette.
Ma realizzarli in aree protette o parchi naturali non è vietato, costerà semplicemente di più costruirli. E i Comuni non sarebbero dotati di strumenti per bloccarne la realizzazione.
EMILIO DEL BONO A ÈLIVE
“Però – sottolinea Del Bono – questi sono investimenti di grandissima portata, stiamo parlando di miliardi e miliardi di investimenti nei prossimi anni, il costo di costruzione non è un fattore cosi incisivo”.
Tra le proposte avanzate dal Pd anche l’introduzione di un “indice di pressione digitale”, cioè un parametro per misurare la capacità dei territori di sostenere nuovi Data Center dal punto di vista energetico e infrastrutturale.
I NUMERI
Del Bono snocciola qualche dato: “Attualmente sul territorio lombardo risultano già installati 67 Data Center su 168 presenti complessivamente in Italia. Un dato destinato a crescere rapidamente: il 64% delle richieste nazionali di nuovi insediamenti riguarda infatti proprio la Lombardia”.
Tra i temi sollevati anche quello energetico. I Data Center richiedono enormi quantità di energia e, senza regole precise, si rischiano conseguenze dirette sul prezzo zonale dell’energia, oltre a impatti ambientali e territoriali.
“Se stessimo alle richieste energetiche pervenute fino ad ora – evidenzia il vice presidente del Consiglio Regionale – arriveremmo a 35,9 Gigawatt, un’estensione paragonata simbolicamente alla superficie della città di Bergamo.
“Non sappiamo quanti Data Center verranno realizzati in Lombardia e nemmeno quanti ce ne serviranno davvero”.
DEL BONO, “NON SIAMO CONTRARI AI DATA CENTER, SIAMO A FAVORE. MA …”
“Il tema – conclude Del Bono – non è essere a favore o contro i data center, noi siamo ovviamente favorevoli perché il mondo va avanti e noi abbiamo bisogno di di questi grandi investimenti, però un mercato sregolato va a premiare fortemente i grandi investitori e a colpire i medio piccoli investitori.
La necessità è quella, dunque, di regolare il fenomeno prima che sia il mercato a decidere da solo dove e come costruire.
COMINELLI, “CHIESTO ED OTTENUTO UN CONSIGLIO STRAORDINARIO IL 4 GIUGNO”
“Abbiamo affrontato su questi temi, dai data center, la questione agri-fotovoltaico, tutti scollegati uno dall’altro – ha sottolineato Miriam Cominelli – consigliera Pd in Regione -. “Serve invece una pianificazione complessiva con respiro ampio che noi non vediamo”.
“Per questo – ha ricordato Cominelli – abbiamo chiesto ed ottenuto un Consiglio regionale straordinario sui temi dell’Energia dove andremo a proporre la nostra visione di sviluppo della Lombardia”.
Il Consiglio è stato convocato per il prossimo 4 giugno 2026.