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La decarbonizzazione della centrale della A2A di Lamarmora ora ha una data. Autunno 2022: questo il progetto messo in atto da tempo con un investimento di 70 milioni di euro. L’idea è quella di produrre meno inquinamento possibile utilizzando fonti più pulite. Un abbattimento delle emissioni inquinanti per far fronte ai tanti problemi sorti nel corso degli anni attraverso l’utilizzo dell’oro nero.

Si parla di un abbattimento del 50% in meno degli ossidi di azoto e del 40% in meno delle polveri sottili. In termini di risparmio si andrebbe a non utilizzare 15 mila tonnellate di petrolio, pari al consumo annuo di 26 mila automobili. Il traguardo del 2022 è leggermente più lontano di quanto si era inizialmente ipotizzato: il 2020, anche se Emilio Del Bono, sindaco di Brescia, ha cercato di forzare la mano puntando ad un raggiungimento dell’obiettivo almeno un anno prima: il 2021.

La decarbonizzazione avverrà con la realizzazione di tre nuovi serbatoi dell’acqua calda che consentiranno di accumulare il calore prodotto dalla centrale di Lamarmora e utilizzarlo nei picchi di maggior domanda del teleriscaldamento. Oltre a ciò ci sarà l’istallazione di 1500 metri quadrati di pannelli fotovoltaici che nel 2020 saranno allacciati al teleriscaldamento.

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Infine entro la fine dell’anno prossimo l’entrata in funzione un nuovo sistema di abbattimento degli ossidi di azoto che li deprimerà a livelli ancora più bassi di quelli attuali. Ma il grosso del recupero energetico a favore di una città lo farà il riutilizzo dei fumi di uscita dal Termovalorizzatore.

 

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Il Pirlo delle 6

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