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Dedalus, il botta e risposta Andreoli – Castelletti

“Terrificante utilizzo dei fondi pubblici, chiediamo risposte chiare” ha tuonato Carlo Andreoli, dai banchi di Fratelli d’Italia in Loggia. “Non state facendo opposizione, state alimentando sfiducia nelle istituzioni, state alimentando la ben nota cultura del sospetto e questo sì, lo trovo terrificante”.

Il “caso Dedalus” sollevato dal quotidiano La Verità è arrivato in aula e, come prevedibile, il botta e risposta è stato duro e netto.

Carlo Andreoli chiede conto del nesso tra un finanziamento dell’amministratore di Dedalus alla campagna elettorale del 2023 dell’Assessora Frattini (importo 650 euro) e l’affidamento alla cooperativa Dedalus (importo 10.300 euro iva compresa) per il progetto alla base della rigenerazione di Piazza Vittoria con l’allontanamento dei “maranza” che avevano creato forti apprensioni.

A rispondere in aula è direttamente la Sindaca, Laura Castelletti che, implicitamente ma non troppo, rinnova palesemente la fiducia nella sua Assessora al centro di polemiche del centro destra nei giorni scorsi.

La sindaca non ci va per il sottile. Ricostruisce l’iter amministrativo, ricordando la differenza tra un’azione politica e dirigenziale, e risponde per le rime alle accuse del centro destra.

IL BOTTA E RISPOSTA IN AULA TRA ANDREOLI E LA SINDACA CASTELLETTI

“Daedalus – dice la Sindaca in aula – è stata individuata perché rappresentava una delle esperienze più avanzate a livello nazionale. Parliamo di una realtà che collabora con UNICEF, con l’Istituto degli Innocenti, con ANCI, con ISTAT, che partecipa al gruppo CRC per la tutela dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza e che ha ricevuto per cinque volte consecutive riconoscimento dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati. In questi giorni avete tentato di costruire un collegamento tra il contributo di 650 euro derivante da una raccolta fondi pubblica e l’affidamento successivo disposto dal Comune”.

“Un collegamento – sottolinea rivolgendosi ai banchi del centro destra – che semplicemente non esiste e trovo singolare che si continuano a evocare ombre e sospetti senza mai indicare una sola violazione di legge, una sola violazione di legge, una sola irregolarità procedurale o un solo elemento concreto che dimostri l’esistenza di un conflitto di interessi. Si può contestare, questo sì, una scelta politica. Quello che è inaccettabile è il tentativo di trasformare una scelta amministrativa legittima e trasparente in un caso politico costruito a tavolino attraverso insinuazioni e sottintesi”.

L’AFFONDO

“Quando mancano i fatti restano soltanto i sospetti.” – ha concluso la sindaca – “Non si sta facendo opposizione, si sta alimentando sfiducia nelle istituzioni, si alimenta la ben nota cultura del sospetto e questo sì lo trovo terrificante”.

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