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Delitto Stefania Crotti: sei prove schiaccianti a carico di Chiara Alessandri

Il Tribunale del Riesame di Brescia ha respinto la richiesta di concedere gli arresti domiciliari a Chiara Alessandri, la quarantatreenne di Gorlago accusata di aver ucciso per gelosia Stefania Crotti. L’accusata e il suo legale valutano una nuova strategia in cassazione.

Il Riesame ha evidenziato come dall’autopsia sia emerso che nel sangue di Stefania Crotti c’era il 15% di carbossiemoglobina quando la donna è morta. In poche parole quando la donna è stata data alle fiamme a Erbusco era ancora viva nonostante fosse incosciente perché colpita da una decina di martellate alla testa e in altre parti del corpo.

A carico di Chiara Alessandri ci sarebbero anche 6 prove: dalla testimonianza di Angelo Pezzotta, il conoscente della Alessandri coinvolto a sua insaputa, alle intercettazioni ambientali nella caserma dei carabinieri di Bergamo, passando poi per la perquisizione di casa i rilievi scientifici sulla sua Mercedes Classe B, le tracce del gps e i passaggi autostradali.

L’auto della Alessandri è rimasta ferma a Erbusco tra le 18,24 e le 18,30 del 17 gennaio: è in questi 6 minuti che la donna avrebbe abbandonato il corpo di Stefania Crotti e, ancora in vita, le avrebbe dato fuoco.

 

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