Si è spento all’età di 95 anni il cardinale Camillo Ruini, tra le figure più influenti della Chiesa cattolica italiana degli ultimi decenni. Presidente della Conferenza Episcopale Italiana (Cei) e vicario generale per la Diocesi di Roma dal 1991 al 2008, è stato un punto di riferimento dell’area conservatrice del cattolicesimo, molto vicino a papa Giovanni Paolo II e considerato uno dei principali sostenitori dell’elezione di Benedetto XVI.
UNA DELLE PERSONALITA’ ECCLESIASTICHE PIU’ INFLUENTI
Nato a Sassuolo il 19 febbraio 1931, Ruini ha avuto un ruolo centrale nel rapporto tra Chiesa e politica italiana, diventando nel tempo una delle personalità ecclesiastiche più ascoltate e influenti del Paese.
È stato il principale interprete della linea dei cosiddetti “valori non negoziabili”, intervenendo con decisione sui grandi temi etici e bioetici che hanno segnato il dibattito pubblico italiano.
IL RIFIUTO DEI FUNERALI RELIGIOSI A PIERGIORGIO WELBY
Tra le vicende più discusse del suo percorso ecclesiale vi furono il rifiuto dei funerali religiosi a Piergiorgio Welby e la forte opposizione al caso di Eluana Englaro. Negli anni è stato considerato un abile mediatore nei rapporti tra Stato e Chiesa e una figura di grande peso anche negli equilibri politici nazionali.
Nota anche la sua vicinanza all’ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, negli ultimi tempi aveva espresso un giudizio “decisamente positivo” nei confronti della presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
Lo scorso settembre era stato ricoverato per alcuni problemi renali, dai quali si era successivamente ripreso. Le sue condizioni si erano però aggravate il 21 maggio scorso. Ruini aveva scelto di rimanere nella propria abitazione, assistito da medici e infermieri e supportato dall’ossigenoterapia.
Con la sua scomparsa si chiude una stagione importante della storia recente della Chiesa italiana, della quale è stato protagonista per oltre trent’anni.
