Un presunto sistema di società fantasma, fatture false e contributi non versati avrebbe generato un buco da oltre 3,5 milioni di euro nei confronti dell’INPS. Per questo un imprenditore edile della provincia di Brescia è stato posto agli arresti domiciliari su disposizione del Gip del Tribunale di Brescia, al termine di un’indagine coordinata dalla Procura e condotta dalla Guardia di Finanza di Cremona.
Secondo gli investigatori, due imprenditori edili di Castrezzato avrebbero creato e gestito una vera e propria associazione a delinquere attraverso una rete di società intestate a prestanome, con sedi fittizie e amministrate da soggetti compiacenti.
Il sistema avrebbe consentito l’emissione di fatture per operazioni inesistenti, l’utilizzo di crediti fiscali fittizi per compensare contributi previdenziali e assistenziali e il ricorso fraudolento alla rateizzazione dei versamenti dovuti per centinaia di operai del settore edile.
L’inchiesta ha già portato al sequestro preventivo di beni per circa 2 milioni di euro. Tra questi figurano quattro immobili, un’autovettura, quindici rapporti finanziari, quote societarie, sei orologi Rolex, gioielli di valore e 30 mila euro in contanti. Le perquisizioni sono state eseguite anche con il supporto delle unità cinofile specializzate nella ricerca di denaro.
Le indagini, avviate da controlli fiscali su alcune società della provincia di Cremona, si sono sviluppate attraverso intercettazioni telefoniche e ambientali, accertamenti bancari e patrimoniali, analisi delle fatture elettroniche e attività di osservazione e pedinamento.
Nel corso degli accertamenti sono state individuate 29 società ritenute riconducibili al gruppo, oltre a una società considerata operativa. Secondo l’accusa, tutte sarebbero state gestite di fatto dall’imprenditore ora ai domiciliari e dai suoi collaboratori.
L’inchiesta ha inoltre evidenziato possibili responsabilità legate alla normativa sulla responsabilità amministrativa delle società e ipotesi di bancarotta fraudolenta patrimoniale. Tredici società coinvolte sono già state dichiarate in liquidazione giudiziale dal Tribunale di Brescia.
