Non entra nella polemica politica ma, uno via l’altro, snocciola, rigorosamente ma memoria e senza un minimo appunto, i numeri del Viminale degli ultimi 25 anni.
Franco Gabrielli, ex Capo della Polizia, Ex Capo della protezione Civile nonché Ex Prefetto di Roma, alla Festa dell’Unità e della Valverde a Botticino ha presentato il suo libro “Contro la paura. Manifesto per una sicurezza democratica”
FRANCO GABRIELLI – UN ESTRATTO DELLA PRESENTAZIONE DEL LIBRO
QUI LA VERSIONE INTEGRALE DELLA PRESENTAZIONE DEL LIBRO DI FRANCO GABRIELLI
I NUMERI
“Negli ultimi 25 anni, l’Italia ha visto l’avvicendarsi di 10 Ministri dell’Interno. Contrariamente alla narrazione comune – ha sottolineato Gabrielli – la gestione della sicurezza nazionale è stata per la stragrande maggioranza del tempo nelle mani dell’attuale area di Governo”.
IL VIMINALE, ANNO PER ANNO
“La responsabilità politica della sicurezza è così ripartita nell’ultimo quarto di secolo: l’Area di Centrodestra ha governato per un totale di 17 anni. Nello specifico, la Lega ha espresso 3 ministri per 9 anni di mandato, mentre Forza Italia ha guidato il ministero con 3 esponenti per 8 anni.
L’Area Tecnica: le ministre Cancellieri e Lamorgese hanno ricoperto l’incarico per un totale di 4 anni e mezzo.
Il Centrosinistra ha gestito il Viminale per soli 3 anni e mezzo con i ministri Amato e Minniti”.
LA BOSSI-FINI
“Uno dei problemi strutturali – ha scandito Gabrielli – risiede nella legge Bossi-Fini. Una normativa che ha preteso di risolvere la questione migratoria istituendo la patente di immigrazione clandestina, senza però prevedere i meccanismi pratici necessari per affrontare il fenomeno in modo efficace.
“L’IPOCRISIA DI QUESTO GOVERNO”
“L’ipocrisia del Decreto Flussi. L’attuale gestione governativa presenta forti contraddizioni: a una retorica politica di chiusura – ha evidenziato l’ex Capo della Polizia – si contrappone il varo di un decreto flussi per 450.000 persone. Tali modalità, se non accompagnate da una visione strutturata, rischiano di favorire indirettamente fenomeni come il caporalato”.
“L’immigrazione – ha concluso Gabrielli – è un tema serio che non può essere gestito con la propaganda. Richiede serietà e una revisione profonda delle architetture legislative attuali. I dati dimostrano che chi oggi invoca soluzioni drastiche ha avuto la responsabilità del governo della sicurezza per quasi vent’anni”.
