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Sono stati sei i punti monitorati quest’anno dalla Goletta nelle acque del lago di Garda e sottoposti ad analisi microbiologiche. Di questi tre sono risultati fuori dai limiti di legge e più precisamente giudicati come “fortemente inquinati”. Nel mirino ci sono sempre canali e foci, i principali veicoli con cui l’inquinamento microbiologico, causato da cattiva depurazione o scarichi illegali, arriva nei laghi.

“Anche in un lago come il Benaco assistiamo a situazioni cronicizzate che stentano ad essere risolte – ha dichiarato in merito la presidente di Legambiente Lombardia Barbara Meggetto – Il tema del risanamento delle acque, soprattutto in provincia di Brescia, è centrale per risolvere una delle tante criticità che permangono nel bresciano. I fondi del Pnrr dedicati alle acque possono aiutare questo percorso. Importante è agire prendendo in carico i problemi e cercando le giuste soluzioni, senza spostare nel tempo la salvaguardia di un bene prezioso come l’acqua”.

Questi sono i dati rilevati sul Benaco e la forte presenza di bollini rossi fa già di per sé capire come la situazione non sia delle migliori. I siti fortemente inquinati sono la spiaggia delle Rive di Salò nei pressi della foce del canale, il porto di Padenghe anche in questo caso alla foce del torrente e l’oasi di San Francesco del Garda a Desenzano.

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Rientrano nei limiti di legge le acque della Spiaggia d’Oro e della spiaggia a sud della Lega Navale sempre a Desenzano, oltre alla foce del torrente Toscolano che era invece risultato inquinato nel 2017.

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Il Pirlo delle 6

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