Mettersi alla guida dopo aver bevuto, sotto l’effetto di sostanze o con il cellulare in mano. A Brescia questi comportamenti non sono stati raccontati, ma fatti vivere in prima persona agli studenti.
È questo l’obiettivo di “Guida Connesso 2026”, il progetto della Polizia Locale del Comune di Brescia che porta centinaia di ragazzi a sperimentare concretamente i rischi della guida in condizioni alterate.
L’ESPERIENZA
Fino al 27 marzo, nell’area di via Morelli, circa 250 studenti delle scuole superiori cittadine parteciperanno a un percorso fatto di teoria e prove pratiche. Dopo una prima fase di guida normale, i ragazzi hanno indossato speciali occhiali in grado di simulare gli effetti di alcol, stanchezza e droghe, per poi affrontare il percorso utilizzando anche il cellulare.
Un’esperienza diretta pensata per far comprendere quanto sia pericoloso mettersi al volante con riflessi rallentati. L’obiettivo è far sperimentare autonomamente e fisicamente quanto sia complesso guidare in condizioni alterate e quanto sia pericoloso per la propria vita e per quella degli altri.
ALCOOL ALLA GUIDA: I RISCHI
I dati confermano un fenomeno tutt’altro che marginale. Secondo l’Istat, nel 2022 il 67,1% della popolazione sopra gli 11 anni ha consumato almeno una bevanda alcolica. Tra i giovani, il comportamento più diffuso resta il binge drinking, ovvero l’assunzione eccessiva di alcol in poche ore.
Un’abitudine che, come ricorda il Ministero della Salute, rappresenta “un fenomeno pericoloso sia per la propria salute, sia per i comportamenti a rischio che ne derivano”, con conseguenze che possono arrivare fino al coma etilico.
Numeri che trovano riscontro anche sul territorio. A Brescia, nel 2025, la Polizia Locale ha rilevato 1.626 incidenti stradali, sei dei quali mortali. Un dato che, pur in lieve miglioramento rispetto al passato, resta motivo di forte preoccupazione.
LA PREVENZIONE
L’iniziativa nasce proprio per intervenire prima che sia troppo tardi. Accanto alle attività di controllo e repressione, il Comune ha scelto di puntare su formazione e prevenzione, rivolgendosi in particolare ai più giovani.
Il progetto ha messo al centro un concetto preciso: la sicurezza stradale non è solo una questione tecnica, ma un approccio mentale. Non basta saper guidare, serve consapevolezza.
Tra le novità anche un simulatore di attraversamento pedonale realizzato dagli studenti dell’Itis Castelli, che ha permesso di testare la difficoltà nel valutare distanze e ostacoli, soprattutto in condizioni alterate.
Sabato 28 marzo l’iniziativa sarà aperta anche alla cittadinanza, con una sessione dedicata agli adulti, per diffondere buone pratiche e aumentare la consapevolezza su un tema che continua a causare incidenti e vittime.
