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Sarà un 2019 bellissimo ha detto il premier Conte. Ci credono meno gli economisti che per l’Italia prospettano invece un anno di recessione. Brescia però non ci sta e quasi la metà delle aziende bresciane resta fiduciosa sulla crescita delle proprie attività.

E’ quanto emerso da un sondaggio condotto dall’Ufficio Studi e Ricerche di AIB che ha coinvolto 328 imprenditori. Tra gli ottimisti però c’è anche chi rimane cauto e non si espone dichiarando solo un incremento marginale. Una fetta di imprenditori intervistati prevede addirittura un calo.

“Dopo aver sondato le opinioni degli imprenditori bresciani nostri associati, mi sento di poter dire che le prospettive per il 2019 dell’economia bresciana sono più orientate ad un’aspettativa di rallentamento rispetto ad una vera e propria recessione” commenta il Presidente AIB Giuseppe Pasini.

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Da quanto emerge dai risultati nel sondaggio le realtà più piccole sembrerebbero quelle più ottimiste. Per quanto riguarda il mercato extracomunitario è lì che le nostre aziende vogliono puntare, considerandolo come un mercato fonte di soddisfazione. Il forte orientamento all’export porta ad un generale ottimismo gli imprenditori della nostra provincia, ottimismo confermato dal fatto che nei primi 9 mesi del 2018 le vendite fuori dal suolo italiano hanno toccato i 12,6 miliari di euro rendendo Brescia la quarta provincia in Italia per valore delle esportazioni.

Burocrazia, fisco e infrastrutture poi, sono state considerate le priorità sulle quali è necessario un forte intervento di politica economica, ma non solo. Anche formazione e occupazione dei giovani e investimenti nelle nuove tecnologie.

Bocciate invece manovre come nazionalizzazione delle banche in crisi, quota 100, decreto dignità e reddito di cittadinanza.

 

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Il Pirlo delle 6

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