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Il labile confine confine fra una tranquilla passeggiata e l’attività motoria individuale. Ad alcuni giorni dall’avvio della fase due alcuni dubbi non sono ancora stati fugati e il Comune di Salò ha voluto chiedere chiarimenti alla Prefettura sul delicato tema degli spostamenti.

Il timore è che nel fine settimana il lungolago di Salò, così come anche quelli degli altri comuni sui nostri laghi, vengano assaltati da sedicenti runner che più che correre prendono una boccata d’aria fresca.

Non si è fatta attendere la risposta della Prefettura che ha semplicemente richiamato il punto delle Faq governative riferito agli spostamenti: “Si può uscire dal proprio domicilio solo per andare al lavoro, per motivi di salute o per necessità ovvero per svolgere attività sportiva o motoria all’aperto. Pertanto le passeggiate sono ammesse solo se strettamente necessarie a realizzare uno spostamento giustificato da uno dei motivi appena indicati”.

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Per giustificare tali spostamenti ammessi dal decreto, inoltre, continua a servire l’autocertificazione (scaricabile qui).

Quindi la risposta è no. La passeggiata liberatoria non la si può fare se non per un motivo giustificato e di certo chi non ha la fortuna di vivere in riva a un lago o nei pressi di montagne, non potrà spostarsi in un altro Comune diverso dal suo per raggiungerli. Anche questo è specificato nelle Faq: “Gli spostamenti verso Comuni diversi da quello in cui si ha la residenza o il domicilio sono vietati”.

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Il Pirlo delle 6

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