Grande soddisfazione esprime la Gilda degli Insegnanti per l?esito della recente sentenza con cui il Giudice di pace di Conegliano tutela la dignità dei docenti e condanna i genitori per la condotta diffamatoria del figlio minore che su un tema aveva riportato ?espressioni fortemente lesive dell?onorabilità dell?insegnante?. E' quanto riporta il sindacato della scuola Gilda degli Insegnanti di Treviso in un comunicato. "Ai sensi dell?art. 2048 del Cc, il genitore risulta infatti responsabile per la condotta offensiva e denigratoria del figlio minore e questo è il principio ribadito nel dispositivo, tanto che la famiglia è stata condannata ad un risarcimento pari a 1000 euro oltre al rimborso delle spese legali" si apprende. Nella causa, seguita dall'avvocato Innocenzo D?Angelo con il patrocinio del sindacato "il giudice sottolinea come aggravante il fatto che i genitori si siano sottratti al confronto con la scuola, richiesto prima dalle insegnanti e poi dal dirigente, venendo meno così alla loro responsabilità educativa". La coordinatrice provinciale Michela Gallina ha dichiarato che "questo pronunciamento rappresenta un?importante vittoria nonché un rilevante precedente per frenare la deriva di comportamenti aggressivi e denigratori sempre più spesso attuati con superficialità da alcuni genitori ed alunni e portare l?attenzione su una più ampia riflessione rispetto all'importanza del ruolo che la figura del docente invece riveste sotto il profilo educativo e formativo". E continua: "Mi auguro che questa sentenza sia un segnale che spinga alcune famiglie a modificare gli atteggiamenti svalutativi e l?unico rammarico è che per ristabilire un rispetto dei ruoli e dell?autorità si sia dovuti ricorrere al giudice anziché al buon senso e senso civico di cittadini che dovrebbero essere di esempio per i figli". A volte, recita ancora la rappresentante del sindacato "viene dimenticato quel patto educativo che vede uniti genitori e docenti per il raggiungimento di un fine comune, dove l?unione e la sinergia diventano un punto vincente di forza. Un pensiero va anche a quei genitori che invece sanno manifestare gratitudine verso chi si occupa quotidianamente con dedizione all'educazione e alla crescita dei loro figli e forse questo periodo di emergenza e la chiusura delle scuole ha proprio consentito a molti di riflettere sull'importanza e la peculiarità insostituibile che la relazione educativa docente-discente riveste, relazione destinata a durare nella memoria per molto tempo".
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Grande soddisfazione esprime la Gilda degli Insegnanti per l’esito della recente sentenza con cui il Giudice di pace di Conegliano tutela la dignità dei docenti e condanna i genitori per la condotta diffamatoria del figlio minore che su un tema aveva riportato “espressioni fortemente lesive dell’onorabilità dell’insegnante”.

E’ quanto riporta il sindacato della scuola Gilda degli Insegnanti di Treviso in un comunicato. “Ai sensi dell’art. 2048 del Cc, il genitore risulta infatti responsabile per la condotta offensiva e denigratoria del figlio minore e questo è il principio ribadito nel dispositivo, tanto che la famiglia è stata condannata ad un risarcimento pari a 1000 euro oltre al rimborso delle spese legali” si apprende.

Nella causa, seguita dall’avvocato Innocenzo D’Angelo con il patrocinio del sindacato “il giudice sottolinea come aggravante il fatto che i genitori si siano sottratti al confronto con la scuola, richiesto prima dalle insegnanti e poi dal dirigente, venendo meno così alla loro responsabilità educativa”. La coordinatrice provinciale Michela Gallina ha dichiarato che “questo pronunciamento rappresenta un’importante vittoria nonché un rilevante precedente per frenare la deriva di comportamenti aggressivi e denigratori sempre più spesso attuati con superficialità da alcuni genitori ed alunni e portare l’attenzione su una più ampia riflessione rispetto all’importanza del ruolo che la figura del docente invece riveste sotto il profilo educativo e formativo”.

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E continua: “Mi auguro che questa sentenza sia un segnale che spinga alcune famiglie a modificare gli atteggiamenti svalutativi e l’unico rammarico è che per ristabilire un rispetto dei ruoli e dell’autorità si sia dovuti ricorrere al giudice anziché al buon senso e senso civico di cittadini che dovrebbero essere di esempio per i figli”. A volte, recita ancora la rappresentante del sindacato “viene dimenticato quel patto educativo che vede uniti genitori e docenti per il raggiungimento di un fine comune, dove l’unione e la sinergia diventano un punto vincente di forza. Un pensiero va anche a quei genitori che invece sanno manifestare gratitudine verso chi si occupa quotidianamente con dedizione all’educazione e alla crescita dei loro figli e forse questo periodo di emergenza e la chiusura delle scuole ha proprio consentito a molti di riflettere sull’importanza e la peculiarità insostituibile che la relazione educativa docente-discente riveste, relazione destinata a durare nella memoria per molto tempo”. (Rin) © Agenzia Nova – Riproduzione riservata

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