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Mabellini, Allegri e Severino. Chi sono i bresciani “illustri” celebrati nel Famedio

All’interno dell’area monumentale del cimitero Vantiniano è situato il Famedio, il pantheon destinato a raccogliere e tramandare il ricordo dei bresciano più illustri. Ogni anno a novembre vengono celebrati questi concittadini e si aggiungono anche i nomi degli illustri scomparsi l’anno precedente.

In questo 2021 sono tre i nuovi nomi apposti nel famedio: Cesare Allegri, Anna Mabellini ed Emanuele Severino.

Direttore dell’Ascom per oltre trent’anni, consigliere comunale e per tre volte eletto alla Camera dei Deputati, Cesare Allegri è stata figura di riferimento autorevole per l’intero vivace mondo associativo della seconda metà del Novecento.

La Mabellini, magistrato e donna di profonda cultura, è statA anche presidente della Fondazione Calzari Trebeschi. Già Giudice della Corte di Cassazione, nel 2004 aveva ricoperto il ruolo di Presidente di Sezione della Corte di Appello di Brescia. Sapeva essere ferma e al tempo stesso equilibrata nei suoi giudizi. Con il suo lavoro ha saputo trasmettere un senso di fiducia nei confronti di un’istituzione fondamentale per la vita democratica di un Paese ma che spesso rischia di non godere di una reputazione positiva.

Severino, considerato dalla critica uno dei maggiori filosofi italiani del Novecento, è stato forse il maggior pensatore nella storia di Brescia. Ha condotto una critica serrata al pensiero dell’Occidente, secondo lui permeato di nichilismo, e al tempo stesso ha saputo divulgare a un pubblico ampio il suo pensiero.

I bresciani illustri

Secondo il regolamento del Famedio sono cittadini illustri “coloro che abbiano meritato per opere letterarie, scientifiche, artistiche o per atti insigni, o che si siano distinti particolarmente nella storia patria. Cittadini benemeriti sono coloro che abbiano arrecato alla città particolare lustro e beneficio”.

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