Dieci miliardi di euro della Politica agricola comune tornano all’agricoltura italiana e Coldiretti parla di una vittoria dopo anni di battaglie in Europa. È il risultato rivendicato dall’organizzazione agricola, che ora chiede di alzare il livello dello scontro contro gli inganni sull’origine dei prodotti e rafforzare i controlli sulle importazioni.
Il tema è stato al centro dell’incontro che ha riunito 6.500 agricoltori lombardi a Milano, con una forte presenza dal territorio bresciano. Un appuntamento pensato per fare il punto sulle risorse recuperate, sulla difesa del Made in Italy e sulle prossime sfide aperte a Bruxelles.
LE INTERVISTE E IL SERVIZIO
PAC RECUPERATA E STOP AI TAGLI
Il recupero dei fondi arriva dopo l’annuncio di un taglio che avrebbe sottratto circa il 25% delle risorse all’agricoltura italiana. Secondo Coldiretti, non solo quei fondi sono stati salvati, ma ne è stato recuperato uno in più rispetto a quanto inizialmente previsto. Risorse che serviranno a sostenere redditi agricoli, innovazione, ricambio generazionale, tutela del territorio e sicurezza alimentare, in una fase segnata da instabilità geopolitica e cambiamenti climatici.
Per il territorio bresciano, la quota recuperata supera i 180 milioni di euro, destinati a rafforzare le imprese agricole e i presidi ambientali.
ORIGINE OBBLIGATORIA E PIÙ CONTROLLI
La difesa del Made in Italy, per Coldiretti, passa però soprattutto dalla trasparenza. Le importazioni di cibo straniero sono cresciute dell’8% e l’organizzazione denuncia un sistema che consente ancora troppe distorsioni, tra etichette poco chiare e controlli insufficienti.
Da qui la richiesta di un’etichetta d’origine obbligatoria su tutti i prodotti alimentari e di una riforma del codice doganale europeo, che oggi permette di vendere come italiani prodotti realizzati con materie prime straniere. Preoccupa anche il fronte sanitario: solo una minima parte dei prodotti extra Ue viene controllata e gli allarmi alimentari restano frequenti.
Per Coldiretti, la battaglia sul Mercosur e quella sulla PAC sono parte della stessa strategia: difendere agricoltori, consumatori e sovranità alimentare europea.
