L’accordo commerciale tra Unione Europea e Mercosur si è fermato. Il Parlamento europeo ha bloccato l’intesa rinviando il testo alla Corte di giustizia Ue, congelando di fatto un negoziato lungo oltre venticinque anni. Una decisione accolta con soddisfazione da Coldiretti, che parla di una vittoria politica ottenuta dopo una lunga mobilitazione degli agricoltori.
La scelta dell’Eurocamera ha impedito l’applicazione provvisoria dell’accordo voluta dalla Commissione guidata da Ursula von der Leyen, aprendo una fase di stallo destinata a durare mesi, se non anni. Un passaggio che segna uno stop netto a un’intesa considerata da ampi settori del mondo agricolo europeo dannosa per produzione, sicurezza alimentare e concorrenza.
LA FRENATA DELL’EUROPARLAMENTO
Il rinvio alla Corte di giustizia ha bloccato la ratifica dell’accordo, rimettendo al centro il ruolo del Parlamento europeo e interrompendo una procedura che, secondo i critici, rischiava di aggirare il controllo democratico. Determinante è stato un fronte trasversale di eurodeputati, soprattutto di Paesi con una forte vocazione agricola, preoccupati per l’impatto dell’intesa sulle filiere europee.
LA SODDISFAZIONE DI COLDIRETTI
Per Coldiretti lo stop rappresenta il primo risultato concreto di una battaglia portata avanti per anni. L’organizzazione agricola rivendica di aver contrastato un accordo che avrebbe consentito l’ingresso nel mercato europeo di prodotti non soggetti agli stessi standard ambientali, sanitari e sociali imposti agli agricoltori Ue.
Secondo Coldiretti, il voto dell’Europarlamento ha evitato un precedente pericoloso e ora apre la strada a una nuova fase: rafforzare le norme sulla reciprocità, affinché nessun prodotto possa entrare nell’Unione senza rispettare le stesse regole applicate alle imprese agricole europee. Lo stop al Mercosur, per l’organizzazione, non è un punto di arrivo ma l’inizio di un cambio di rotta nelle politiche commerciali dell’Unione.
