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La Procura apre un fascicolo per la morte di Massimiliano Faro, l’operaio 51enne che lunedì ha perso la vita al Centro Siderurgico Bresciano dopo essere stato travolto da una bobina di 13 tonnellate.

Omicidio colposo. E’ questo il reato che la Procura contesta. Si tratta di un atto dovuto in questi casi, così come l’autopsia disposta dal pm Lorena Ghibaudo. Al lavoro nel frattempo investigatori e tecnici dell’Ats di Brescia che vogliono fare luce sulla vicenda.

Tutti i rilievi e gli accertamenti serviranno per capire se il carroponte, il macchinario utilizzato da Faro prima della tragedia, fosse stato sottoposto a manutenzione. Accanto all’operaio c’era una collega che ha assistito impotente alla tragedia. Nonostante i soccorsi arrivati tempestivamente, per l’operaio non c’è stato nulla da fare. Troppo gravi le ferite riportate.

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Massimiliano Faro lascia la moglie e due figli e i funerali verranno celebrati non appena la salma sarà restituita alla famiglia.

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