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Omicidio Serle, la sentenza in aula: “Mirko doveva chiamare i Carabinieri”

“Se i carabinieri fossero stati chiamati, oggi non saremmo qui a discutere di omicidio volontario, ma di un semplice processo per furto”. Lo ha detto il pm Kati Bressanelli davanti alla Corte d’Assise di Brescia nel corso delle repliche del processo di primo grado a carico di Mirco Franzoni, il 33enne che nel dicembre del 2013 a Serle, in provincia di Brescia, uccise in strada un ladro che aveva rubato a casa del fratello. Il pm ha chiesto la condanna a 16 anni di carcere per omicidio volontario. “Il sottofondo di questa vicenda è chiaro – ha detto il pm – la vittima è un ladro e chi ha sparato è un bravo ragazzo. La legge vieta il furto, ma anche di uccidere”. Il pm bresciano ha poi aggiunto di non aver “mai pensato che Franzoni sia uscito di casa con l’intenzione di uccidere, ma che si sia trattato solo di un impeto”. Nelle sue repliche la difesa, con l’avvocato Gianfranco Abate, ha replicato: “Una volta che trova il ladro Franzoni fa chiamare da un compaesano i carabinieri. Se avesse voluto ucciderlo avrebbe sparato prima”. I giudici della Corte d’Assise si sono ritirati in camera di consiglio. Sentenza attesa per il tardo pomeriggio.

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