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Pedaggio Corda Molle, scontro politico su costi ed esenzioni

Dal 1° marzo scatterà il pedaggio sulla Corda Molle, ma per i residenti dei Comuni attraversati dal tracciato e per quelli entro due chilometri la percorrenza sarà gratuita. L’accordo tra Provincia di Brescia e Autovia Padana ha però acceso un duro confronto politico: critiche da opposizioni e liste civiche, soddisfazione dalla Lega.

Per garantire la gratuità ai residenti sarà la Provincia di Brescia a farsi carico di una parte consistente dei costi, stimata in circa 1,5 milioni di euro l’anno.

CRITICHE LE OPPOSIZIONI: “PROMESSE NON MANTENUTE”

Secondo l’onorevole Gian Antonio Girelli, “la vicenda della Corda Molle certifica una gestione confusa e irresponsabile da parte del Governo e del ministro Salvini, che per mesi non hanno detto la verità in Parlamento e ai territori. In Parlamento ci è stato ripetuto che il pedaggio non sarebbe stato introdotto o che, comunque, non avrebbe penalizzato i cittadini bresciani. Oggi scopriamo che la tratta diventa a pagamento e che si tenta di rimediare con soluzioni temporanee, parziali e finanziate dagli enti locali. È la dimostrazione che il Governo non ha mai avuto una strategia, ma solo l’obiettivo di prendere tempo. Il punto politico centrale – sottolinea il deputato PD – è che 1,5 milioni di euro l’anno vengono sottratti al bilancio della Provincia per coprire una scelta che competeva allo Stato. È inaccettabile che un ente locale, con risorse già limitate, debba intervenire per compensare le mancanze del Ministero delle Infrastrutture guidato da Salvini”.

Sulla stessa linea l’onorevole Fabrizio Benzoni: “Per mesi ci è stato garantito che, finché fosse rimasto lui al Ministero, la Corda Molle non sarebbe mai diventata a pagamento. Non è andata così. Ancora più grave è aver mentito agli amministratori locali e ai cittadini e alle cittadine bresciane, che oggi pagano il prezzo di promesse non mantenute”. Benzoni riconosce “il lavoro prezioso della Provincia, così come del presidente Moraschini, per aver contribuito a ottenere esenzioni per i residenti dei 21 Comuni coinvolti e, in parte, per la città di Brescia”, ma avverte: “Non basta. Il problema non è soltanto la gratuità per i residenti: il nodo vero è che il pagamento della tratta non inciderà sui mezzi pesanti, che torneranno ad attraversare i centri abitati, con ricadute su traffico, inquinamento e qualità della vita”.

Anche la consigliera regionale Miriam Cominelli sottolinea che “bene che si sia trovata una soluzione che va nella direzione auspicata della gratuità per i residenti, tuttavia ancora una volta sono gli enti locali bresciani che devono rimediare alle promesse non mantenute di Salvini, che aveva garantito di annullare il pedaggio. Alle promesse, come accade spesso, non sono seguiti i fatti”.Dubbio anche sul perimetro delle esenzioni: “Mi chiedo perché, stando alle notizie di stampa, risultano esclusi anche comuni che sono molto vicini o adiacenti all’infrastruttura”.

I consiglieri provinciali della lista Territorio Bene Comune evidenziano che “la gratuità di fatto riconosciuta a una parte dei cittadini non è sostenuta da risorse ministeriali, ma in larga misura da fondi degli enti locali. La Provincia dovrebbe contribuire con circa 1,5 milioni di euro l’anno per finanziare il sistema di esenzioni, risorse sottratte a scuole, strade e sicurezza del territorio”. E aggiungono: “Il trasporto merci è totalmente escluso dall’intesa. I mezzi pesanti continueranno a pagare per intero il pedaggio, con un impatto diretto sulle imprese e sulla competitività del sistema produttivo bresciano”.

SODDISFATTA LA LEGA

Di segno opposto la lettura del senatore Stefano Borghesi: “Grazie alla determinazione del ministro Matteo Salvini c’è finalmente una soluzione concreta e attuabile per risolvere lo stallo della Corda Molle e relativo pedaggiamento. Va dato atto al presidente Emanuele Moraschini di aver contribuito a questa soluzione con risorse importanti tra le pieghe del bilancio, a dimostrazione che la sinergia tra istituzioni e il lavoro silenzioso sono più efficienti delle sparate roboanti pur di agitare la polemica”.

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