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“Pierluigi Mottinelli è da processare”: così vorrebbe i Pm Ambrogio Cassiani

Pierluigi Mottinelli è e resta da processare. Le giustificazioni che il presidente della Provincia ha fornito al sostituto procuratore che l’ha iscritto nel registro degli indagati con l’accusa di peculato non sono bastate. Il Pm Ambrogio Cassiani ha depositato per Mottinelli la richiesta di rinvio a giudizio in attesa di essere fisata l’udienza preliminare. Secondo le accuse mosse il numero uno di Palazzo Broletto si sarebbe appropriato di una Nissan Qashqai e di una carta carburante impegnandole non per fini istituzionali ma per coprire quotidianamente il tragitto casa-lavoro, compreso tra Vione e Piazza Paolo VI in città. Secondo l’accusa, con quel Suv, noleggiato a lungo termine e affidato al gabinetto di presidenza della Provincia, Mottinelli avrebbe illegittimamente percorso circa 70mila chilometri in poco meno di due anni. Il presidente si è sempre difeso sostenendo di essersi limitato ad utilizzare un bene che lo stesso ente aveva deciso dimettergli a disposizione. Pierluigi Mottinelli ha anche parlato di aver voluto sgravare la Provincia dal costo più consistente dell’assunzione di un autista. Stando alle informazioni in possesso dal Pm, Mottinelli a gennaio era tornato al volante della auto di proprietà ma come ha spiegato al magistrato lo stesso presidente della Provicia, la scelta era stata fatta sulla scorta di una recente pronuncia della Corte dei Conti che consente agli amministratori pubblici di chiedere il rimborso chilometrico. “Confido che giudice dell’udienza preliminare riconosca la loro bontà» ha sentenziato Mottinelli annunciando di aver appreso della volontà di rinvio a giudizio dagli organi di stampa.

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Il Pirlo delle 6

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