(Photo credit by South China Morning Post)
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Due anni e mezzo di carcere (misura cautelare revocata) e 600 euro di multa. È la condanna inflitta dai giudici della prima sezione penale del Tribunale di Brescia ad Alessandro Sandrini il 33enne di Folzano che era stato rapito dai jidajsti al confine tra Turchia e Siria e liberato dall’intelligence italiana lo scorso mese di maggio.
Ma ad attenderlo a Bresica c’era il suo passato. Un passato di rapine a mano armata. Ai giudici bresciani Sandrini ha assicurato che le rapine le aveva compiute perché all’epoca dei fatti era tossicodipendente ma dopo gli anni di prigionia è completamente cambiato.
In aula ha ammesso di aver compiuto le rapine nel maggio del 2016, gesti che aveva compiuto perché senza lavoro e a causa della sua dipendenza dalle droghe. Dichiarazioni che hanno appunto indotto i Giudici a non spedirlo in carcere

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