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Non c’è pace per la scuola. A due settimane dall’inizio dell’anno scolastico rimangono numerosi i problemi legati ai docenti da risolvere. Il nocciolo della questione è legato ad un ribaltamento delle supplenze già avviate in quasi tutte le scuole, a causa di possibili nuovi inserimenti in graduatoria o di passaggi da una graduatoria all’altra. Pochissimi sono i cambiamenti attesi nelle graduatorie triennali che ogni anno vanno riapprovate a Roma, ma gli scorrimenti autorizzati potrebbero provocare un vero e proprio terremoto. Gli elenchi con i punteggi non sono ancora stati pubblicati, nonostante la scadenza del 21 settembre: in ballo oltre mille posti nei cinque ambiti della provincia.

Ancora bloccato il sostegno perché, mancando gli specializzati, i docenti vanno scelti dalle liste delle altre materie, comparando i punteggi, ma quelle liste non sono note. Ma cosa può far cambiare le classifiche? La conquista di un’abilitazione rispetto all’anno scorso, ma soprattutto il risultato dei tanti ricorsi in ballo. Ci sono i diplomati magistrali, il cui titolo a suo tempo aveva valore, mentre oggi serve la laurea per insegnare alle primarie, i tecnici il cui titolo pure era stato ritenuto abilitante, smentito dal Consiglio di Stato.

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Il Pirlo delle 6

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