Caldo estremo e carenza d’acqua stanno mettendo in ginocchio l’agricoltura bresciana.
Confagricoltura Brescia lancia l’allarme: molte aziende stanno rinunciando alle seconde semine e, senza un’inversione di tendenza, sono a rischio raccolti, allevamenti e filiere agroalimentari.
Le condizioni dei laghi d’Iseo e d’Idro restano critiche e le riserve idriche potrebbero non essere sufficienti per arrivare alla fine della stagione irrigua.
“Non siamo davanti a una difficoltà ordinaria, ma a un’emergenza che rischia di compromettere l’intera stagione agricola”, afferma il presidente di Confagricoltura Brescia Oscar Scalmana. “Le aziende hanno già sostenuto costi elevati per semine, irrigazione, energia e manodopera. Se manca l’acqua nelle settimane decisive, le produzioni sono seriamente a rischio”.
Seconde semine rinviate
La situazione sta spingendo numerose aziende a rinunciare al secondo raccolto, normalmente seminato all’inizio di luglio. Una scelta dettata dall’incertezza sulla disponibilità d’acqua.
“Molti nostri soci hanno già deciso di non procedere con le seconde semine”, spiega Scalmana. “Per un agricoltore è una decisione difficile. Inoltre, senza il secondo raccolto aumenteranno le importazioni di prodotti agricoli, con inevitabili ripercussioni sui prezzi”.
Raccolti e allevamenti sotto pressione
Tra le colture più esposte figurano mais, foraggi, orticole, frutteti, vigneti e oliveti. Anche gli allevamenti stanno risentendo delle alte temperature, con maggiore stress per gli animali, aumento dei costi di gestione e possibili cali nella produzione di latte.
La richiesta: un piano strutturale per l’acqua
Confagricoltura chiede di trasformare l’emergenza in un’occasione per ripensare la gestione della risorsa idrica. Tra le proposte avanzate figurano una migliore regolazione dei grandi laghi, il proseguimento del tavolo regionale permanente sull’acqua, procedure più snelle per la realizzazione di nuovi pozzi e un piano straordinario per incentivare sistemi irrigui più efficienti, come l’irrigazione a goccia e le tecnologie di precisione.
“L’acqua – conclude Scalmana – deve diventare una priorità strategica per garantire il futuro dell’agricoltura bresciana”.
