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Sicurezza in montagna: 13mila soccorsi e 528 morti nel 2025

È un bilancio che pesa, quello diffuso dal Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico, e che fotografa un anno da record in negativo. Nel 2025 sono stati effettuati 13.037 interventi di soccorso, mai così tanti, con un aumento dell’8% rispetto ai 12.063 del 2024.

Nel dettaglio, il CNSAS ha gestito 11.287 missioni, mentre il Soccorso Alpino Valdostano ne ha effettuate 1.750, portando il totale al massimo storico. Le operazioni hanno richiesto 204.996 ore di lavoro, pari a 35.080 giornate uomo, con il coinvolgimento di 46.927 soccorritori su un organico di circa 7mila tecnici.
Il dato più drammatico riguarda le vittime: 528 morti, in crescita del 13% rispetto ai 466 del 2024. I feriti sono 9.624, mentre 4.231 persone sono state soccorse illese e 140 risultano disperse.

LE CAUSE

Le cause degli incidenti restano ormai consolidate. Come evidenziato nel report ufficiale, “il dato sulle cadute, che rappresentano quasi la metà degli interventi, conferma come la scarsa preparazione tecnica e la sottovalutazione dei rischi restino tra i principali fattori di incidente”.

Le cadute e scivolate coprono infatti il 45% degli interventi, seguite da malori (14,1%) e incapacità durante l’attività (8,1%).
L’escursionismo domina la scena con il 43,6% dei casi, seguito da mountain bike (7,6%), sci (7,4%), alpinismo (5,2%) e ricerca funghi (3,2%). Attività sempre più diffuse e accessibili, ma spesso affrontate senza adeguata preparazione.

IL PROFILO DELLA PERSONA SOCCORSO

L’identikit della persona soccorsa è chiaro: uomo (69,5%), italiano (81,1%), con età prevalente tra i 50 e i 60 anni. Gli interventi si concentrano soprattutto nei mesi estivi, con agosto al primo posto (17,9%), seguito da luglio (13,6%) e settembre (11,4%).

LA TECNOLOGIA E LA PREVENZIONE

Cresce anche il ruolo della tecnologia. L’app GeoResQ è stata utilizzata in 354 interventi, consentendo una localizzazione più rapida grazie alle coordinate GPS. Nel 2025 ha registrato 55mila nuovi utenti, raggiungendo quota 256mila iscritti.

Il quadro complessivo, sottolinea il CNSAS, “conferma una pressione crescente sul sistema di soccorso e rafforza la necessità di investire in prevenzione, sensibilizzazione e formazione”.

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