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La decisione è attesa per fine settimana e potrebbe essere una doccia fredda. Le movide incontrollate degli ultimi giorni stanno infatti facendo nascere dubbi nel governo.

Le movide notturne e diurne, da sud a nord potrebbero rallentare lo sblocco del Paese programmato dal governo e il ministro agli Affari regionali Francesco Boccia che lo spiega così in una intervista a La Stampa: “Non siamo sorpresi per quel che è accaduto in questo fine settimana. Ma se è comprensibile e umano, dopo due mesi, uscire di casa, non dobbiamo dimenticare che siamo ancora dentro il covid 19 e dunque chi alimenta una movida sta tradendo i sacrifici fatti dadi milioni di italiani. A fine settimana il Consiglio dei ministri farà le sue valutazioni in base al numero dei contagi. E per lo ‘sblocco’ della mobilità tra Regioni, faremo le nostre valutazioni: non è detto, ma potrebbe diventare inevitabile prendere tutto il tempo che serve”.

“Posso assicurare che la stragrande maggioranza degli italiani sono indignati per questo genere di comportamenti. Stiamo ricevendo migliaia e migliaia di messaggi, di video e di segnalazioni – ha continuato Boccia – E poi guardiamo i dati sanitari, sono buoni e siamo fiduciosi”.

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Il governo ha promesso di mettere in campo migliaia di volontari proprio per gestire meglio la coda della fase due: 60mila non è un tetto massimo.

“Questa di 60mila è una prima stima sulle necessità individuate dai Comuni. Quella degli Assistenti civici è una grande operazione fatta in collaborazione con tutti i sindaci italiani e con il presidente Decaro – ha concluso – Ci sarà tanta gente per strada, percettori del reddito di cittadinanza e volontari di ogni età, migliaia di persone che, nel proprio Comune, saranno capaci di ricordare a chi ha meno memoria, ai ragazzi e non solo a loro, quali siano le regole della nostra convivenza. Saranno per strade, nei parchi, fuori dalle chiese. E svolgeranno anche altri lavori socialmente utili: per esempio potranno portare anche la spesa a casa a chi ne avesse necessità”.

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