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Strade pericolose, aumentano i morti: pedoni e ciclisti i più colpiti

Aumentano gli incidenti mortali, colpiscono soprattutto i più fragili – pedoni e ciclisti – e avvengono spesso nei tragitti quotidiani casa-lavoro. È il quadro che emerge dai dati sull’incidentalità 2025 presentati in Prefettura a Brescia, durante una riunione dell’Osservatorio provinciale.

Un bilancio che accende i riflettori su una realtà sempre più preoccupante: non esistono aree “nere” ben definite, ma il rischio è diffuso e legato a comportamenti alla guida ancora troppo pericolosi.

I DATI

Secondo l’analisi illustrata dalla polizia stradale, gli incidenti mortali sono in aumento rispetto all’anno precedente. A pagare il prezzo più alto sono gli utenti vulnerabili della strada, in particolare pedoni e ciclisti.
Un dato che conferma una tendenza già osservata negli ultimi anni e che sposta l’attenzione sulla sicurezza urbana e sulla convivenza tra veicoli e mobilità dolce.

Tra gli elementi emersi, anche la frequenza degli incidenti lungo i percorsi casa-lavoro, dove si concentra una quota significativa dei sinistri. Più incerta invece la lettura dei dati relativi agli incidenti mortali in autostrada, ancora caratterizzati da una certa disomogeneità.

LE CAUSE PRINCIPALI

Tra le cause principali, resta dominante la fuoriuscita autonoma del veicolo dalla carreggiata: episodi spesso legati alla perdita di controllo e, in molti casi, alla distrazione alla guida.
In controtendenza, invece, il dato che riguarda i mezzi pesanti: nel 2025 non si registrano vittime tra i conducenti, risultato attribuito al rafforzamento dei controlli e al lavoro coordinato tra Prefettura e forze dell’ordine.

LE ZONE

Non emergono tratti stradali con criticità strutturali particolarmente marcate, ma alcune aree restano sotto osservazione. Tra queste, il tratto delle Coste di Sant’Eusebio, da tempo punto di riferimento per motociclisti e scenario di numerosi episodi di rischio.
Proprio su questa direttrice si punta a intensificare i controlli, con un’azione congiunta tra forze di polizia e polizie locali, accompagnata da iniziative di formazione per gli operatori.

La riunione dell’Osservatorio, presieduta dal Prefetto Andrea Polichetti, ha visto la partecipazione delle forze dell’ordine, della Provincia, dell’ACI Club e dell’associazione “Condividere la Strada della Vita”, confermando la volontà di mantenere alta l’attenzione su un fenomeno che, numeri alla mano, resta una delle principali emergenze del territorio.

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