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Nemmeno il tempo di assaporare per qualche giorno le libertà della fascia gialla che già il governo pensa a nuove strette per le feste. Da una parte gli assembramenti sulle vie dello shopping, dall’altra la paura di una terza ondata. Sono questi i campanelli d’allarme che spingono il governo a valutare una nuova stretta che potrebbe portare l’Italia a essere zona rossa o arancione per limitare al massimo il rischio di contagio.

Rimarrebbero però alcune deroghe per i piccoli centri ma nessun liberi tutti. Nella riunione fra alcuni esponenti dell’esecutivo, i capidelegazione di maggioranza e il Cts si deciderà se adottare misure più restrittive, come una zona rossa per i festivi e i prefestivi, o se mantenere le attuali regole consentendo lo spostamento tra comuni con 5mila abitanti entro i 30 km.

In una intervista al “Corriere della Sera” il ministro Francesco Boccia ha stigmatizzato il comportamento di molti questa domenica, ribadendo di essere molto preoccupato: “Le foto degli assembramenti mostrano scene ingiustificabili, irrazionali, irresponsabili”. “In alcune strade – aggiunge – ci sono assembramenti intollerabili, mentre dovremmo sentire ogni giorno dentro di noi il lutto nazionale”. Per quanto riguarda il governo, “noi continuiamo ad essere molto rigorosi. Diciamoci la verità, però, ognuno deve fare la sua parte. Non è che possiamo combattere la pandemia con i controlli a ogni angolo e le multe”. “Dobbiamo metterci in testa – continua Boccia – che quando c’è un’epidemia e non c’è un farmaco, bisogna evitare gli spostamenti. Non lo dico io, ma la scienza. Noi del Pd come ha ribadito Zingaretti vogliamo misure più restrittive, altro che apertura”.

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Il Pirlo delle 6

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