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Tari, Margaroli: “vessazione”. Garza: “condizioni di favore”

L’aumento del 3% deciso dalla Loggia sul costo della Tari ha infiammato il dibattito in Consiglio tra Maggioranza e Opposizione.

MARGAROLI E GARZA A ÈLIVE

MARGAROLI: INACCETTABILE

“I bresciani devono sapere che questa amministrazione, nonostante il termo utilizzatore, nonostante più di 80 milioni di euro di extradividendi da parte di A2A nelle casse del Comune, ha aumentato del 3% la tariffa sui rifiuti. Noi riteniamo inaccettabile, in un periodo di crisi economica come questo, che l’amministrazione vessi ancora con le sue tasse, i suoi orpelli, i cittadini bresciani”.

La bocciatura di Mattia Margaroli, capogruppo di FdI in Loggia è netta. E alla considerazione che la tari bresciana sia tra le più basse (ed economiche) d’Italia risponde dicendo che “la difesa non regge perché altre città d’Italia non hanno il termo utilizzatore, altre città d’Italia non generano energia attraverso i rifiuti che i cittadini bresciani producono, quindi o si paga l’Atari o si pagano le bollette, dato che l’energia viene prodotta con i nostri rifiuti, con i rifiuti dei cittadini bresciani”.

GARZA, “ABBIAMO GIÁ MOLTE CONDIZIONI DI FAVORE”

La risposta, su Èlive, a Margaroli e all’opposizione in Consiglio arriva dall’assessore al Bilancio, Marco Garza.

“La Tari – ha sottolineato Garza deve garantire la raccolta del fabbisogno per sostenere tutti i costi tramite la tariffa, quindi c’è stato un leggero aumento del costo, ma che è ampiamente contenuto nei limiti dei costi dell’inflazione. Ci sono una serie di fattori che incidono sulla crescita del costo e la tariffa non può che rifletterli”.

“L’esistenza del termovalorizzatore sul nostro territorio – ha sottolineato all’assessore al Bilancio del Comune di Brescia – ci garantisce già una condizione di maggior favore, paghiamo molto di meno il conferimento dei rifiuti al termovalorizzatore e abbiamo una condizione di favore nella gestione complessa di tutto il servizio di raccolta e gestione dello smaltimento dei rifiuti”.

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