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Terrorismo: a Brescia quindici persone “attenzionate”

Sarebbero almeno una quindicina, tra città e provincia, le persone controllate e «attenzionate» perché sospettate di possibili contatti con l’Isis. Non stupisce che la relazione inviata dai servizi segreti al Parlamento lanci un nuovo allarme su possibili attentati in Italia ad opera di terroristi. Con i suoi precedenti Brescia potrebbe essere un crocevia importante per potenziali terroristi che si muovono lungo la penisola. A spaventare è la possibilità che anche da noi, in Italia come in Lombardia e magari a Brescia, si formino potenziali terroristi perfettamente integrati nel tessuto sociale, ma pronti a scatenare la violenza. Il controlli effettuati periodicamente permettono di monitorare chi anche in tempi recenti è andato a combattere in Siria, in Iraq o nello Yemen tra le fila del Califfato. Sono i famosi «foreign fighter». Al momento non sembra vi siano state nuove partenze dalla nostra città, almeno dalla nostra provincia. Più che da nuove adesioni, il pericolo è rappresentato dal possibile rientro di foreign fighter, che non ammettendo la sconfitta subita in patria dall’Isis, hanno accumulato rabbia e, per questo, potrebbero essere ancora più cattivi e, quindi, più pericolosi. Nessuno può garantire il rischio zero hanno fatto sapere dal tavolo congiunto del Servizio di Sicurezza. Si può garantire una soglia di prevenzione alta e questo a Brescia e in Lombardia la nostra intelligence e i nostri apparati di sicurezza sono in grado di farlo

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