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I numeri del contagio covid sono in crescita e quindi tecnici e governo iniziano a ragionare su possibili sviluppi qualora la situazione peggiori ulteriormente (specialmente negli ospedali). I punti sui quali è più probabile un intervento sono le vaccinazioni con la terza dose obbigatoria per tutti, una riduzione della durata del green pass e una revisione dei tamponi.

Sul fronte terze dosi da dicembre si inizierà con i quarantenni e l’ipotesi più probabile è che con il nuovo anno si proceda anche con i più giovani. Questo per ovviare al calo della copertura data dal vaccino e nello stesso senso si apre anche la possibilità di ridurre il tempo di validità del green pass che per i vaccinati con doppia dose potrebbe passare da un anno a nove mesi.

Sul capitolo tamponi per ottenere la certificazione verde c’è lo scetticismo dei tecnici che temono il fenomeno dei falsi negativi. Se pensare di escludere questa possibilità appare sostanzialmente impossibile, le possibilità al vaglio prevedono anche la riduzione del tempo di validità: da 72 a 48 ore per i test molecolari, da 48 a 24 per quelli rapidi.

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Rimangono le fasce di colore che non dovrebbero subire modifiche nei parametri. Se attualmente l’Italia è tutta bianca, stesso non possiamo dire le prossime settimane quando alcune regioni potrebbero passare al giallo se il trend avviato non varierà. Rimane in ogni caso la possibilità da parte degli amministratori locali di istituire zone rosse sartoriali laddove la situazione rischia di sfuggire di mano.

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Il Pirlo delle 6

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