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“The sky is the limit”, l’abbraccio di Brescia alla Germani

Un enorme e caloroso abbraccio, una grande emozione che solo il basket può regalare. Una festa che non si può concepire solo da un palco distante decine di metri, ma un vero e proprio bagno di folla fra abbracci, selfie e autografi. Sono passati ormai giorni dal successo della Pallacanestro Brescia, l’entusiasmo è però quello della prima ora al PalaLeonessa per la celebrazione di popolo della #dreambignight.

Il palco c’era, ovviamente. C’erano le dichiarazioni, la musica, l’animazione. A emozionare di più è stato però il contatto diretto fra le migliaia di bresciani accorsi nell’impianto cittadino e i propri idoli, pronti ancora una volta ad alzare quel trofeo.

Si è chiusa in grande stile questa sbornia di gioia. Doverosa. Immancabili i sorrisi, i cori che poi sono l’essenza dello sport. Immancabile l’euforia che fa urlare, fra il serio e il faceto, a CJ Massinburg “the sky is the limit”.

Oltre alle prestazioni, dietro ai volti dei giocatori protagonisti dell’impresa ci sono tante storie. Emozioni forti e diverse di un roster che giungeva a Torino in un momento difficile, da outsider. E invece ha trasformato un sogno in realtà.

“Un successo incredibile per come è arrivato, una cavalcata – racconta l’mvp Amedeo Della Valle – Il fatto che la vittoria fosse inaspettata, le ha dato ancora più valore. Ci siamo compattati e abbiamo fatto tanto”.

C’è il capitano David Moss, che di trofei in carriera ne ha già vinti. Questo però (così come per Cournooh) è più speciale degli altri. Un sogno che si è concretizzato contro una corazzata come la Virtus Bologna e che quindi non era certo fino all’ultimo. “Solo all’ultimo periodo ho capito che ce l’avremmo fatta – dice Moss – Forse il momento è stata la schiacciata di Kenny (Gabriel ndr.)”. L’emozione più grande di David è stata però quella di sollevare il trofeo con suo figlio.

E a proposito di figli, non possiamo non parlare di Nicola Akele che pochi giorni dopo la vittoria è diventato padre per la prima volta. “Prima coppa, prima figlia – racconta sorridente – Un febbraio sicuramente da ricordare”.

Archiviata la meritata festa, finita la pausa, è il campo a tornare protagonista. Un sogni da cui ci si deve risvegliare perché il campionato incombre e domenica a Trento servirà a ogni costo trovare una vittoria che manca da troppo tempo.

“Dobbiamo vincere” è un po’ il mantra di tutti i giocatori bresciani. “Speriamo che la vittoria in coppa possa darci un’iniezione di fiducia per il campionato” aggiunge Akele, “il campionato è duro, ma siamo una bella squadra” dice Massinburg, “in serie A dobbiamo vincere e in EuroCup siamo in buona posizione” conclude Burns. Affrontare l’ultima, decisiva porzione di stagione sarà indubbiamente difficile. Ma con un trofeo in bacheca è tutto differente.

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