
“Non è una vera riforma perché noi abbiamo questa legge che regola il trasporto pubblico locale in Lombardia dal . Ci aspettavamo, dopo 14 anni di vedere un vero cambiamento che fosse in linea con le più grandi regione europee. E invece la Regione ha fatto il contrario delle regioni francesi, tedesche, olandesi, spagnole”.
Emilio Del Bono, vice presidente del Consiglio Regionale, boccia senza appello quella che la Giunta ha chiamato Riforma della Legge 6 del trasporto pubblico regionale.
“La Regione ha deciso di uscire da tuti i CdA delle 5 Agenzie del TpL lombardo – rincara Del Bono – Brescia compresa, e di fatto si dimostra il contrario di quello che continua a parole a dire, cioè attenzione ai territori”.
“È un centralismo spinto a manetta, – insiste Del Bono – alla faccia dei leghisti, alla faccia degli autonomisti”
DEL BONO A ÈLIVE
“DIRETTIVE VINCOLANTI
La Regione ha quindi deciso di uscire da tutti i Consigli di Amministrazione delle Agenzie TPL ma si “muoverà nei rapporti con le agenzie TPL con meccanismi che chiamano direttive vincolanti, “Cioè – spiega Del Bono – se tu non rispetti gli ordini che arrivano da Milano ti tagliamo le risorse. Quindi pensate che bel messaggio, cioè alla faccia della sussidiarietà. Una volta si diceva che bisognava prestare attenzione, far crescere i processi dal basso verso l’alto e noi invece andiamo esattamente nella direzione opposta”.
LE PROPOSTE DEL PD
Due le proposte avanzate dal Pd con due ordini del giorno: il primo per chiedere a Regione Lombardia di trovare le risorse affinché per 3 anni non ci sia l’aumento dei biglietti sul Tpl Lombardo e il secondo per la gratuità del servizio, oltre che per la Polizia di Stato (per la quale è già in vigore), anche per la Polizia Locale.
“L’INCONGRUENZA” DI UN “SISTEMA SQUILIBRATO”
Numeri alla mano, il vice Presidente del Pirellone, denuncia quello che definisce un “sistema squilibrato e inadeguato”.
“Basti pensare – sottolinea Del Bono – che al trasporto pubblico su gomma, cioè alle 5 Agenzie del TPL, vengono riservati 650 milioni, la metà del budget regionale. L’altra metà, altri circa 650 milioni vengono destinati al trasporto su ferro, a Trenord“.
“Ma – evidenzia Del Bono – Trenord con un budget di 650 milioni di euro all’anno trasporta il 10% dei passeggeri lombardi. Il 90% dei cittadini viaggia su gomma (autobus urbani ed extraurbani e tram) e, alle 5 agenzie che si occupano della gestione del Tpl vengono riconosciuti, in totale, 650 milioni di euro. Un palese squilibrio già da questo dato – sottolinea Del Bono”.
“Un dato che, per altro, sentenzia il vice presidente del Pirellone, non garantisce nemmeno le “performance”. Oggi Trenord registra un tasso di puntualità dell’80%. Era molto più performante 10 anni fa, quando il tasso di puntualità era dell’86%”.
RIDUZIONE DEI FONDI AL TPL
A sostegno della sua tesi che vedrebbe la Regione, sul fronte trasporto pubblico, più distante dai territori, Del Bono snocciola i numeri degli investimenti in riduzione costante a fronte di un aumento delle risorse statali. “Siamo arrivati al punto – sottolinea Del Bono – che oggi la Giunta Regionale ha ridotto i fondi destinati al Tpl approfittando dell’aumento delle risorse provenienti da Roma; Dei 415 milioni alla Regione da Roma, solo 150 milioni sono destinati al trasporto su gomma (utilizzato dal 90% dei viaggiatori) mente 215 sono stati destinati alla ferrovia, a Trenord, che sposta il 10% ei lombardi”.
“Uno squilibrio che – sostiene Del Bono – non fa che ricadere sulle casse deli Comuni. Milano contribuisce per circa 380 milioni l’anno così come Brescia si fa carico, in parte, del rimborso dei corrispettivi chilometrici e stanzia ogni anno 8 milioni di euro, anche per l’hinterland.
SOLO IL 15% DEI LOMBARDI UTILIZZA IL TRASPOTO PUBBLICO
In Lombardia solo il 15% utilizza il mezzo pubblico, l’85% non prende in considerazione l’utilizzo dei mezzi pubblici. L’esatto opposto della tendenza europea. In Spagna – evidenzia Del Bono – le regioni, come la Catalogna sono dal 30 al 35%, in Olanda30%, a Stoccolma superato 30%, Berna Zurigo 35% Viennese 40%; Brandeburgo oltre il 30%, Ile de France più del 40%