“Vediamo un segnale positivo e allo stesso tempo raccapricciante: hanno capito di aver fatto un autogol, stavano distruggendo una filiera che ha reso l’Unione Europea famosa del mondo con danni oggettivamente già certificati e forse mai recuperabili. Basta vedere le notizie di ieri sui 40 mila licenziamento di Volkswagen, che con l’indotto significa 70 mila persone a casa”.
La reazione alla decisione della Commissione Europea sulla revisione dello stop alla produzione di auto termiche nel 2025, è del Presidente di Confindustria Brescia, Paolo Streparava, interpellato da Èlive.
“BRUXELLES NON HA DECISO PERO’ LA NEUTRALITÀ TECNOLOGICA”
“Ora però dobbiamo ancora vedere – ha proseguito Streparava -. Non ci sono i regolamenti attuativi, non sappiamo quali biocarburanti e soprattutto non c’è la neutralità tecnologica, ovvero non siamo liberi di scegliere la tecnologia secondo noi migliore per raggiungere l’obiettivo”.
“L’AVEVAMO DETTO… TANTO TEMPO FA, IN TEMPI NON SOSPETTI”
“L’avevamo detto tanto tempo fa – ha ribadito il Presidente degli Industriali bresciani -, l’avevamo detto in tempi non sospetto che il piano di Bruxelles non sarebbe stato sostenibile”.
“Ora – ha concluso Streparava – si è socchiusa una porta che era chiusa a chiave, ma non si è spalancata. Mancano ancora tante cose e noi saremo vigili, attenti, saremo da sprone chiedendo azioni precise e puntuali. E non chiacchiere.
