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Vicini, dal L.R. Vicenza a Italia 90, senza dimenticare Brescia

Vicini, un anno fa l’ultima apparizione pubblica in Loggia.
L’intervista di Fabio Pettenò

Nato a Cesena ma bresciano d’adozione, da olte 50 anni abitava nella nostra città dove è scomparso all’età di 84 anni, avrebbe compiuto gli 85 a marzo.
Tecnico Federale, dall’Under 23 (1975-76) al lungo periodo in
Under 21 (dal 1976 al 1986) per giungere alla Nazionale maggiore
(1986-1991).

Come giocatore la sua carriera inizia nell’anno che porta il L.R. Vicenza in serie A, club
con cui fa il suo esordio nella massima divisione il 25 settembre 1955 nella gara
interna con l’Inter (0-2). Passa alla Sampdoria e con i
blucerchiati disputa sette campionati consecutivi nella massima serie,
prima di scendere in Serie B con la maglia del Brescia.

Contribuisce a riportare le ‘rondinelle’ in Serie A dopo 17 anni di cadetteria. A Brescia chiude la carriera di calciatore e nel 1967-68 inizia quella
di allenatore ma si concluderà con la retrocessione in serie
B. Già nel 1968 entra a far parte del settore tecnico della nazionale,
a soli trentacinque anni.

Alla guida della nazionale ha lanciato fin dalla sua prima partita
giocatori destinati a diventarne cardini della sua gestione, come
Walter Zenga e Roberto Donadoni. È il tecnico degli Europei del 1988 e rimane alla guida degli azzurri anche per il
biennio successivo, con il compito di guidare la nazionale ai mondiali
di Italia ’90. Sconfitti in semifinale dall’Argentina ai calci di
rigore, gli azzurri giungono terzi, battendo l’Inghilterra nella
finalina di Bari (2-1 il risultato). “Ho raggiunto un bel traguardo
-disse in occasione della festa per i suoi 80 anni- sono soddisfatto
della mia vita, ho avuto momenti felici e altri meno, ho ricoperto
incarichi importanti, comunque sia mi sono proprio divertito”. Confermato
per altri due anni, Vicini è rimasto commissario tecnico della
nazionale fino all’ottobre 1991, quando ha fallito la qualificazione
per gli Europei del 1992 ed è stato sostituito da Arrigo Sacchi.

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