Le farmacie bresciane entrano nella rete di ascolto e orientamento per le donne vittime di violenza. Arriva anche a Brescia il progetto Mimosa Lombardia, iniziativa pilota nazionale che coinvolge i presidi farmaceutici nel contrasto alla violenza di genere, con l’obiettivo di offrire informazioni, supporto e un primo punto di contatto sicuro a chi si trova in una situazione di fragilità.
Il progetto è stato presentato a Palazzo Pirelli alla presenza di Clara Mottinelli, presidente di Federfarma Brescia e tesoriere di Federfarma nazionale. L’iniziativa è promossa da Farmaciste insieme e punta a rafforzare il collegamento tra farmacie, istituzioni, professionisti sanitari, associazioni, terzo settore e servizi territoriali già attivi nel sostegno alle vittime.
LA RETE
Il progetto Mimosa nasce dall’esperienza maturata nelle farmacie italiane come luoghi di prossimità: presidi presenti nei quartieri, nei piccoli Comuni e nelle aree periferiche, spesso tra i primi punti di riferimento sanitari per i cittadini. Proprio questa vicinanza quotidiana può permettere ai farmacisti di intercettare situazioni delicate, offrendo ascolto e indirizzando le donne verso i servizi competenti.
La Lombardia è il primo laboratorio operativo di questa nuova fase. Le farmacie aderenti hanno seguito un percorso formativo dedicato, realizzato con esperti nel contrasto alla violenza di genere e con operatori della rete antiviolenza territoriale.
A Brescia il corso si è svolto in primavera e ha coinvolto una trentina di farmacie. L’obiettivo è fornire strumenti concreti per riconoscere segnali di fragilità, accogliere eventuali richieste di aiuto in modo appropriato e sicuro e orientare le donne verso i servizi presenti sul territorio.
LE FARMACIE
Nelle farmacie che hanno aderito al progetto sarà esposta una locandina informativa con un Qr code, attraverso il quale sarà possibile accedere rapidamente a contatti e informazioni utili.
Tra le novità c’è anche la costituzione del board delle Reti territoriali del progetto Mimosa Lombardia: uno spazio permanente di confronto che riunisce professioni sanitarie, istituzioni, associazioni civiche, terzo settore e realtà del mondo sportivo. L’obiettivo è promuovere la cultura del rispetto e rendere più solida la rete di supporto alle persone fragili.
IL RUOLO DI CONTRASTO
“Mimosa Lombardia conferma il ruolo che le farmacie possono avere nel contrasto alla violenza contro le donne – afferma Clara Mottinelli -. La farmacia è spesso il primo presidio sanitario di prossimità a cui le persone si rivolgono, un luogo accessibile, riconoscibile, presente in modo capillare nei quartieri, nei piccoli Comuni e nelle aree periferiche. Questa vicinanza quotidiana consente ai farmacisti d’intercettare situazioni di fragilità, ascoltare con discrezione e orientare le donne verso i percorsi di aiuto più adeguati, in raccordo con i servizi territoriali competenti. I farmacisti non si sostituiscono ai centri antiviolenza o agli operatori specializzati, ma possono diventare un anello formato e consapevole della rete di supporto, offrendo ascolto discreto, informazioni corrette e orientamento verso i servizi competenti. La Lombardia, con questa sperimentazione, rappresenta un laboratorio nazionale”.
