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La 56° edizione del pellegrinaggio in Adamello è stata, come sempre, sinonimo di grande emozione ed entusiasmo. 350 i pellegrini che, divisi in 5 colonne, hanno risalito il versante bresciano e trentino arrivando fino al rifugio Gnutti dove era in programma la solenne messa in ricordo delle vittime della Prima Guerra Mondiale. Ad attenderli altre penne nere già salite in quota uno o due giorni prima oltre ad alcune autorità. La messa è stata presieduta da Giovan Battista Re e dal Vescovo di Brescia Pierantonio Tremolada. Conti alla mano erano in circa 2000 gli alpini presenti sulla sommità dell’Adamello dedicato quest’anno dall’Ana della Valcamonica a Serafino Gnutti, medaglia d’oro al valore, caduto sul fronte greco-albanese nel 1941. Tra i tanti temi trattati c’è stato anche quello dell’orgoglio alpino con 350 mila iscritti e della reintroduzione della naja obbligatoria. Tra applausi, canti e strette di mano la 56° edizione del pellegrinaggio in Adamello va agli archivi come l’ennesima giornata storica in ricordo dei caduti della guerra.

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Il Pirlo delle 6

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