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L’operazione di recupero dell’auto trovata su un fondale a 80 metri di profondità nelle acque del Sebino con a bordo un cadavere, presumibilmente di un 61 enne di Scanzorosciate scomparso misteriosamente nel 2004, è pronta ad essere attivata. Da ieri mattina una task force di professionisti ha raggiunto al riva del lago davanti alla cementifera di Tavernola Bergamasca. L’intervento si preannuncia complesso con numerose variabili. Numerose le forze in campo: dalla Marina militare, passando per la Croce rossa, i carabinieri, il gruppo volontari del soccorso del Sebino e la Guardia costiera ausiliaria. I tempi di recupero saranno comunque lunghi. Da ieri è in azione il robot per scandagliare il fondale. Solo venerdì si inizierà il recupero. Complicate e dettagliate le operazioni: la macchina verrà agganciata con un pontone galleggiante a costruzione modulare, un rimorchiatore servirà per trainare il pontone e una chiatta. Con un braccio meccanico avverrà infine l’estrazione della vettura, una volta riemersa in superficie. Di certo al momento c’è solo l’identità del proprietario dell’auto. Non è detto che all’interno vi sia proprio il proprietario: il corpo potrebbe anche essere quello di qualcun altro. Sarà il medico legale dopo l’esame del Dna a togliere ogni dubbio. Al momento l’ipotesi più probabile è che all’interno del veicolo vi sia Rosario Tilotta, di Scanzo, 59 anni, scomparso nel 2004.

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Il Pirlo delle 6

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