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Il tribunale di Brescia ha condannato a 13 anni e sei mesi Antonio Di Sanzo, l’uomo che il 2 aprile del 2021 aveva consegnato una rivoltella al nipotino di meno di 13 anni. Il giovanissimo aveva quindi raggiunto quello che gli era stato indicato come bersaglio e aveva fatto fuoco.

Le motivazioni del gesto erano state ritrovate in una disputa amorosa. In pratica una ragazza contesa fra lo zio 27 e la vittima di 31 anni. Il ragazzino, seguendo le indicazioni dello zio, aveva inforcato la sua bicicletta e una volta raggiunta la vittima per strada gli aveva sparato ferendolo in modo grave.

Lo zio è stato arrestato con l’accusa di tentato omicidio e detenzione illegale di arma da fuoco (aveva la matricola abrasa), mentre l’esecutore materiale non era perseguibile per la giovane età. Dopo aver ricostruito quanto accaduto, il ragazzino era stato tolto alla famiglia e affidato ai servizi sociali

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Oggi l’uomo è stato condannato per tentato omicidio e ritenuto mandante dell’azione del minore. L’accusa aveva chiesto la condanna a 10 anni.

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Il Pirlo delle 6

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