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Ieri pomeriggio, dopo quasi due ore di videoconferenza sulla scuola, la ministra Lucia Azzolina ha offerto il primo riassunto riguardo le sue intenzioni sul ritorno a settembre. “Abbiamo preso in considerazione due opzioni. La prima ipotizza un contagio meno veloce mentre la seconda, una situazione epidemiologica che necessita di mantenere misure di distanziamento. A seconda dello stato del virus, per dare sicurezza agli studenti si potranno prevedere pannelli in plexiglass nelle aule a compartimentare i banchi e, se necessario, pensare a tensostrutture e opere di edilizia leggera nelle aree esterne degli istituti scolastici. Non penso siano possibili doppi turni, sdoppiamenti delle classi”.

Così ha concluso la ministra, rigettando al mittente i suggerimenti arrivati dal Comitato ministeriale per la ripartenza, presieduto da Patrizio Bianchi. E la situazione economica? Nuovi finanziamenti per la scuola, per ora, non ci sono. Tutti, comuni, regioni, sindacati, li chiedono ma solo con il fondo europeo la situazione dovrebbe cambiare. Nel Dl ci sono 1,4 miliardi di euro per la scuola. Sono necessari, dicono ora gli enti locali, almeno tre miliardi aggiuntivi.

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Il Pirlo delle 6

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