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Bar di Lumezzane contro Comune e Regione per le restrizioni sulle slot machines

Se a Brescia e nell’hinterland cittadino i Comuni hanno imposto dei limiti d’orario all’accesso a slot machines e video lottery «blindando» le fasce più sensibili, a Lumezzane sta tenendo banco una battaglia tra l’ente locale e un privato. A scatenarla è il titolare dei bar «Paia» e «Betty Boop», che va all’attacco del Comune ma con l’obiettivo più lontano e principale di smantellare la legge regionale del 2013. Una storia lunga qualche anno con una prima maxi sanzione da 60 mila euro per quattro macchinette irregolari: erano a meno di 500 metri di distanza, il limite minimo di legge, da luoghi sensibili come l’asilo «Tersilla Bonomi» e la chiesa di San Sebastiano. In realtà le slot erano già attive prima dell’entrata in vigore della legge, ma il cambiamento in corso del fornitore ha fatto sì che agli occhi del Pirellone risultassero come nuove. Una prima multa era stata recapitata al proprietario del bar «Paia» nel 2017: 75 mila euro di ammenda per slot e distanze non rispettate. Dopo aver pagato aveva il proprietario aveva fatto ricorso al Tribunale di Brescia contro la sanzione e l’udienza, inizialmente fissata per il maggio dello stesso anno, è stata rinviata al gennaio 2019, quando a sostenere il Comune, come annunciato da Viviana Beccalossi, dovrebbe esserci anche la Regione. Con l’arrivo della seconda sanzione, l’esercente ha deciso di non pagare la multa e di passare direttamente alle vie legali.

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Il Pirlo delle 6

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